Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso, sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio, malgrado le tue sante guerre per l’emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d’amore, che, però, grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande, come la terra. Così scrive la Poetessa dei Navigli, Alda Merini, rivolgendosi, attraverso questi versi, di profonda bellezza e magniloquenza, proprio a loro, a noi, le donne, troppe volte, umiliate, vilipese, condannate, usurpate, violate nel corpo e nell’anima.

Senza dubbio, non basta una ricorrenza annuale, accompagnata da un fiore e una scatola di cioccolatini a cancellare secoli di orrori, di sopraffazioni, di barbarie compiuti ai danni delle donne. Donne, fragili come il cristallo ma forti come il titanio, che hanno speso la propria vita nella lotta per l’affermazione dei propri diritti sociali; donne escluse dalla politica, dal lavoro, dal diritto salariale, dal diritto al voto, dal diritto alla libertà …  Ancora adesso, a distanza di decenni, ci chiediamo se la parità di genere si sia realizzata completamente o solo in parte; ci chiediamo quante siano le donne che partecipano, attivamente, alla vita sociale, culturale, politico-amministrativa del proprio territorio e, soprattutto, quali siano i mezzi e le risorse che il territorio offre loro, per sentirsi, pienamente, gratificate e tutelate. È con questo proposito che il Consiglio Comunale di Castelfranci, profondamente sensibile alle tematiche sociali e culturali, riguardanti, in particolar modo, le donne, nel 2016, ha approvato, con delibera, la Consulta delle Donne, costituitasi, materialmente, lo scorso 10 marzo.

Durante l’incontro del 10 marzo è stato eletto, dall’Assemblea, il Comitato di Coordinamento, rappresentato da 9 donne, brillanti e propositive: Luisa Ricciardi, Antonella Palma, Giusy Santoro, Adelaide Ricciardi, Valeria La Sala, Adelaide Cresta, Noemi Storti, Michela Cieri, Dorotea Pacifico. A sua volta, il Comitato di Coordinamento ha eletto la Presidente: Adelaide Ricciardi, assistente sociale.
La giovane ed intraprendente Presidente, dopo la nomina, commossa, ha ringraziato il Direttivo e ha espresso il proprio entusiasmo, dichiarando: <<Mi sembra doveroso, in questo momento, esprimere tutto il mio orgoglio nel rappresentare la Consulta delle Donne di Castelfranci: ho avuto modo di conoscere delle ragazze, delle donne particolarmente valide e con idee brillanti, quindi mi aspetto grandi cose, anche perché il compito di questa Consulta è quello di valorizzare il ruolo della donna nella società civile e, soprattutto, porre in essere tutte le azioni che ne favoriscano le pari opportunità>>. <<Gli obiettivi che questo organo intende realizzare>> – prosegue la Presidente –  <<riguardano il riconoscimento del ruolo della donna in tutti i settori della società civile. Verranno concretizzate azioni, che mirino a rilevare le esigenze e le aspettative delle donne di Castelfranci, promuovendone la piena partecipazione. C’è la volontà, da parte di tutta l’Assemblea, di ideare e costruire numerosi progetti ed iniziative, che dovranno essere, il più possibile, variegati, in modo da rappresentare “l’essere donna” in tutte le sue sfaccettature; credo che questo sia il modo più efficace, per poter permettere la piena realizzazione della “cittadinanza attiva”, anche attraverso la partecipazione alle attività dell’Amministrazione>>. Passione, determinazione, competenza, professionalità emergono dalle parole, nette, lineari, di Adelaide Ricciardi, la quale conclude il suo intervento, dichiarando: << Anche se stiamo muovendo ancora i primi passi, posso già affermare che i progetti e le iniziative, che metteremo in atto, interesseranno ogni ambito: dalle tematiche sociali, di forte attualità, alle attività culturali e ludico-ricreative; nessun settore verrà escluso. La parola d’ordine di questa Consulta sarà: “partecipazione”, sperando che l’intera comunità femminile risponda, con interesse ed entusiasmo.

L’intento è quello di rivolgerci alle giovani donne, alle figlie, alle madri, alle lavoratici, che lottano, quotidianamente, per affermare sé stesse e i propri diritti, sia a casa che all’interno della società, e di renderle partecipi, andando incontro alle loro richieste e alle loro aspettative; è questo, alla fine, il significato profondo, autentico, della Consulta delle Donne. Senza dubbio alcuno, siamo convinte che uno dei modi più efficaci, per poter crescere e migliorare, sia quello di “fare rete” tra gli enti e le diverse organizzazioni presenti sul territorio>>. Non è un miraggio, non è una chimera: quando le donne si uniscono, dispiegando un ingente quantitativo di forze ed energie, anche l’impresa più ardua diventa facilmente realizzabile, attraverso la dedizione, la cooperazione e, soprattutto, buoni propositi. L’auspicio è che questo Organo, fondamentale per la crescita umana e culturale di ognuno, possa maturare, nel tempo, e garantire risultati soddisfacenti, esemplari.

Emma Gregorio