Avellino – Spesso la cronaca ci racconta storie di violenza e criminalità che vedono come protagonisti gli adolescenti, poi capita che, in un tranquillo pomeriggio durante una passeggiata in bicicletta, un ragazzo contribuisca in modo determinante alla cattura di un ladro.

Non è la sceneggiatura di un film ma una vicenda accaduta nella realtà.

Giovedì 23 Marzo, presso il punto vendita Unieuro di Atripalda, un uomo di 25 anni circa, dallo spiccato accento napoletano, ha rubato del materiale informatico intorno alle 17:30. Nonostante l’allarme antitaccheggio abbia immediatamente allertato il direttore del punto vendita, il ladro è riuscito a scappare dal negozio.
Il nostro giovane eroe, cintura nera di karate e forte Agonista della Fotino Academy, ha raccontato che, durante la sua passeggiata in bicicletta, ha visto un ragazzo correre nell’area di parcheggio antistante il centro commerciale inseguito da un uomo.
“Ho subito pensato che fosse successo qualcosa ed ho iniziato ad inseguirlo anch’io fino ad una traversa senza uscita all’altezza del Liceo Scientifico De Crapariis, di fronte al Link Cafè. Ho chiuso la strada con la bicicletta. Immediatamente dopo è arrivato il direttore di Unieuro”.
Il ladro non ha reagito: bloccato in una strada chiusa non ha potuto tentare alcuna fuga.
I Carabinieri hanno provveduto all’arresto e al recupero della refurtiva. Il giovane karateka M. D. ha dichiarato di non aver mai avuto paura nemmeno quando ha incontrato faccia a faccia il malfattore.
M.D. con il volto alzato e lo sguardo fiero ha guardato il venticinquenne che al contrario “ha abbassato gli occhi”. Questa immagine riportata nel racconto è emblematica: parla di due realtà opposte, di valori diversi che hanno orientato la vita di questi due giovani. “In palestra ho imparato a gestire l’ansia, gli imprevisti, a distinguere il bene dal male. Ho imparato che bisogna guardare con fermezza l’avversario, senza timore”. Il valore di un insegnamento si valuta al di là delle mura della scuola nella misura in cui riesce a trasformarsi in azione concreta nella vita. Nel caso specifico, spiega il Maestro Emilio Fotino “le competizioni di karate abituano al pensiero veloce, all’azione immediata creando automatismi che regolano il comportamento quotidiano e sviluppano modalità di risposta risolutiva rapida”.
Il Maestro è orgoglioso del coraggio del suo atleta ma osserva che “una componente di incoscienza ha guidato l’agire del mio allievo che per la sua giovane età non ha considerato al momento le conseguenze e la proporzione dell’avvenimento. Ha agito di impulso, quello tipico di un sedicenne ma un impulso guidato dalla ricerca della giustizia. Di sicuro anch’io alla sua età avrei agito così. Diverso è pensare a quale sarebbe stato il mio comportamento oggi: mi sarei soffermato a valutare la gravità della situazione e ad agire di conseguenza. Ma questa è la saggezza che si matura col tempo. Ammiro l’elevato senso civico di M.D. che ha prevalso sulla paura e sull’indifferenza”.
Tina Fasolino