La nota del M5S inviata da Gigi Maraia

Ariano Irpino – In attesa di quanto saprà dirci la Procura di Avellino sui rapporti tra la moglie di De Mita, le associazioni per disabili e l’ASL di AV chiediamo alla Morgante di fare piena luce sugli accreditamenti dei privati nel servizio sanitario irpino. Uno dei principali filoni di indagine è relativo all’indispensabile accreditamento per le strutture private che vogliono svolgere attività sanitarie a carico ( cioè a spese) del Servizio Sanitario Regionale.

Una questione molto importante per le casse pubbliche foraggiate dalle tasse dei cittadini e nonostante questo, sempre in deficit, in particolar modo la spesa sanitaria.
La Dirigente Morgante potrebbe precedere i tempi giudiziari se fornisse una risposta ad una semplice domanda: la Fondazione Don Gnocchi a Sant’Angelo dei Lombardi e la Clinica Villa Maria a Mirabella Eclano sono accreditate? Un semplice si o anche un no, servirebbe a comprendere meglio alcune fondamentali questioni relative sia al Piano Ospedaliero Regionale che all’Atto aziendale provinciale dell’ASL AV.
Dalle mie ricerche risulta che la Don Gnocchi non è accreditata ma in realtà gestisce l’attività di riabilitazione presso l’Ospedale di Sant’Angelo a seguito di una concessione-gestione ottenuta dall’ASLAV1 il 16/12/2005 con Delibera n 418.
La concessione-gestione è una forma di contratto creata ad arte dall’ASL AV1 e non ha nulla a che vedere con l’accreditamento.
In Italia, dove si rispetta la legge, la riabilitazione fatta dai privati viene autorizzata in regime di accreditamento e per di più come attività extra ospedaliera o posti letto extra-ospedalieri.
In Irpinia, da quello che ho capito, non c’è bisogno che il soggetto privato sia accreditato, basta un contratto di concessione così per premio l’attività viene considerata addirittura ospedaliera, cioè come se fosse gestita direttamente dalla Regione e dallo Stato.
Proprio a proposito dell’Accreditamento dei privati, oggi al vaglio dei Magistrati di Avellino, la dott.ssa Morgante potrebbe chiarire che cosa intendeva quando ha affermato che l’Atto Aziendale non veniva approvato dalla Regione perché “i posti letto della Don Gnocchi erano stati attribuiti impropriamente”?
Caso differente è quello di Clinica Villa Maria che ha 40 posti letto regolarmente accreditati come posti letto extra-ospedalieri. Purtroppo anche per la Clinica dell’ex Sindaco Covatta, attualmente iscritto al PD, esiste un problema relativo all’accreditamento della branca oncologica. Ancora una volta la politica, anche quella arianese di Destra e di Sinistra, non ha fornito alcun chiarimento che però puntuale è giunto dalle aule di tribunale. Dopo anni di battaglia dal basso il Consiglio di Stato nella Sentenza pubblicata il 12/10/2017 afferma a chiare lettere che l’accreditamento dei 40 posti letto non riguarda la branca oncologica: “la Casa di Cura appellante non può quindi ritenersi accreditata per tale branca (nemmeno in via di rimodulazione dei posti di chirurgia accreditati definitivamente), per cui le relative prestazioni non possono essere riconosciute a carico del SSR…”.
Per la Clinica avere l’accreditamento per la branca oncologica è utile per portare avanti i suoi progetti di realizzazione di un impianto di Radioterapia.
La Morgante deve chiarire perché si sta perdendo tempo nella realizzazione della Radioterapia presso l’Ospedale di Ariano Irpino nonostante sia stato deciso dalla stessa ASL AV con Delibera n 453/2016 di individuare nell’Ospedale di Ariano i locali idonei ad ospitare questa apparecchiatura salvavita, trovando nel bilancio dello stesso ospedale i soldi per realizzarla.
Dove sono finiti questi soldi e dove è finita la radioterapia?
Probabilmente stanno aspettando l’accreditamento di qualche struttura privata per poi dire che di Radioterapia c’è né già una e rispetta il fabbisogno stabilito dal Ministero consistente in una apparecchiatura salvavita ogni 100.000/150.000 abitanti.
Il paradosso è evidente: gli arienesi con tanto di delibera dell’ASL AV e con tanto di reparto di oncologia si devono accontentare dell’annuncio della Radioterapia nei convegni elettorali del PD; a 15 Km di distanza in una clinica che non è accreditata per l’oncologia vanno avanti spediti i lavori per la realizzazione del Bunker che ospiterà la Radioterapia.
Non metto in discussione l’alto valore civile dell’impegno della moglie di De Mita, della Fondazione Don Gnocchi e dell’ex Sindaco Covotta nella cura degli ammalati e degli ultimi. Vorrei solo una risposta ad una legittima domanda: le tre strutture sanitaria a cui ho fatto riferimento sono regolarmente accreditate