Grottaminarda – Tracce di pelle e capelli restate sotto le sue unghie fanno riaprire un caso che, per sei anni, ha fatto parlare tutti. Dalla piccola comunità di Carpignano al Regno Unito: e la nuova autopsia effettuata sul corpo di Claire fa sperare in una soluzione diversa da quella archiviata.

Tutto è partito da una indagine della BBC che, attraverso un patologo del Ministero, Stuart Hamilton, ed un detective in pensione, Tony Blockley, avevano respinto l’ipotesi del suicidio della trentaduenne nei pressi del Santuario di Carpignano, poco dopo aver lasciato il suo bambino ai suoceri e prima di recarsi a Melito Irpino. Otto coltellate alla gola per una giovane mamma”sempre solare e che avevamo sentito la sera prima al telefono – dice il padre, Colvin Martin, artiglieria di sua Maestà britannica, come il figlio più piccolo di Martin”. Per gli inquirenti è sempre stato suicidio. Almeno per la giustizia italiana.

Ma dopo sei anni, annunciano proprio i genitori di Claire Tricia Martin la riapertura delle indagini. Una nuova autopsia ha rilevato, infatti, fibre di pelle e di capelli sotto le sue unghie. Con un messaggio lo annunciano i genitori della vittima, che riposa nel cimitero di Grottaminarda, dopo un incontro con i magistrati della Procura della Repubblica di Benevento. E dopo che era stato loro comunicato dal difensore.” Non è un fulmine a ciel sereno-dice la signora Martin-ma a cielo aperto. Adesso abbiamo almeno il 50 per cento di trovare qualcosa. Non ci resta che attendere con fiducia”.

Dall’Inghilterra Stuart Hamilton ha detto, dopo l’indagine condotta per la Bbc:”Adesso bisogna trovare l’assassino”. Quel giorno, a Carpignano, faceva freddo, c’era anche la neve e Claire era una mamma sempre disponibile al sorriso, come la ricordano gli abitanti del quartiere in cui, a Grottaminarda, risiedeva. Ancora la mamma sottolinea:”La morte di Claire ha un cattivo odore”. Adesso con la riapertura delle indagini si riaccendono le speranze, per chi ha perso una giovane figlia, di potersi rassegnare. Se mai lo faranno.

Giancarlo Vitale