Lavoro nero autorizzato dallo Stato: la delegazione LSU, Genio civile, Comunità Montana e Centro Direzionale rivendica il diritto alla stabilizzazione.

Avellino – Nessun contributo né certezze future per i Lavoratori Socialmente Utili irpini. Ad oggi sono circa 300 gli avellinesi che lavorano da oltre 20 anni in nero alle dipendenze dello Stato, senza neanche l’ombra di una stabilizzazione. Questa è la questione a monte della visita di ieri mattina al Prefetto da parte della delegazione Lsu, Genio Civile, Comunità Montana e Centro direzionale che ha denunciato una situazione di insostenibile precariato.

È stato chiesto all’autorità, organo periferico del Ministero degli Interni, di intercedere con il Ministro del Lavoro affinché, come promesso da quest’ultimo in occasione di una manifestazione a Napoli presso il Palazzo di Giustizia, insieme alla Prefettura e ad altri enti preposti invii dei tecnici specializzati da inserire cabina di regia per un intervento risolutivo della situazione .

La delegazione di lavoratori  statali precari ha poi espresso forti riserve riguardo ai fondi residui chiesti per la stabilizzazione, ai quali si dovrebbe poter accedere solo nel momento in cui l’ente avrà intenzione di stabilizzare la situazione degli impiegati. Finora nessun segno da parte della Regione Campania per l’avvio di eventuali procedure inerenti la richiesta avanzata.

Gli impiegati statali LSU da decenni lavorano per lo Stato in ruoli ben precisi per colmare carenze del personale in organico. Eppure, denunciano i lavoratori, si sentono recriminati in quanto non vengono versati  loro i contributi che gli spetterebbe.  In contestazione alla precarietà del sussidio, la delegazione ha avanzato la richiesta di un sussidio di disoccupazione non agricola per gli LSU in quanto impiegati statali. Si attendono aggiornamenti in merito.

Maria Antonietta Tammaro