Grande successo a Vallata, tantissime le persone che hanno assistito alle due manifestazioni. Il bel tempo ha aiutato ma la grande affluenza deriva dalla notorietà delle rappresentazioni

Tantissime persone e nessun problema organizzativo per le due processioni storiche di Vallata, che, ancora una volta hanno riscontrato tantissimo successo.

L’impegno e il lavoro di tutti non è mancato, gli organizzatori hanno dato il meglio con questa  tradizione vivente.

Il Triduo pasquale, con le sue celebrazioni ma anche con le manifestazioni di pietà popolare, è un unico momento celebrativo, suddiviso in più giorni, dalla sera del Giovedì santo alla Veglia pasquale, ricco di riti suggestivi che ripercorrono le ultime ore del ministero pubblico di Gesù, per giungere infine al giorno della Risurrezione.

La manifestazione religiosa ha preso il via ieri, giovedì 18 aprile, quando all’imbrunire, dopo la funzione religiosa con la consueta lavanda dei piedi, si è svolta la suggestiva processione “aux flambeaux” del Giovedì Santo, con cattura, condanna e flagellazione del Cristo. Funzione molto commovente che ha colpito il cuore della tantissima gente che ha preso parte a questa manifestazione.

 Poi si è proseguito questa mattina , venerdì 19 aprile, con la  Processione del Venerdì Santo.

 La suggestiva rievocazione della Passione e Morte di Gesù Cristo è stato un momento di preghiera e condivisione per tutti i presenti.

A partire dalle ore 11.00 di oggi, 19 aprile si è tenuto, la teatralizzazione della rappresentazione sacra del sacrificio compiuto da Gesù nel venerdì che precede la Santa Pasqua.

Anche questa processione molto particolare e commovente, che rappresenta quel momento magico di incontro tra religiosità e tradizione.

Hanno sfilano duecento centurioni romani, tele settecentesche, i “misteri” e i cantori della Passio Christi di Metastasio, due alabardieri; due Squadroni costituiti rispettivamente dai piccoli e grandi del posto e relativo Capo Squadrone, Pilato e l’Imperatore Cesare.

Il passo di tutti, cadenzato dal ritmo di un suono caratteristico di tromba e tamburo, ha contribuito a creare un ambiente di commossa riflessione sul grande mistero di dolore di Cristo.

Hanno chiuso la processione il feretro del Cristo morto circondato dal Sindaco Giuseppe Leone e dai medici del paese e l’Addolorata circondata da bambine con bandierine listate a lutto.

L’ultima fase della Via Crucis ha rappresentato la Resurrezione di Gesù, un inno alla vita, l’importanza di viverla con tutti i suoi pro e contro, e di considerare ogni cosa un miracolo.

Uno stupendo clima di religiosità, devozione e fede sprigionato dalle tante persone che hanno partecipato a questo evento e lo hanno reso, ancora una volta, semplicemente unico.