Il volo dell’angelo

Sospeso a una fune tesa tra il campanile della Chiesa del S.S.Rosario e il castello, la figura divina, interpretata da un bambino, ingaggerà una feroce disputa dialettica con il diavolo

 

È tutto pronto per il “Volo dell’angelo”, la secolare rappresentazione che, ogni ultima domenica di agosto, mette in scena la lotta tra il bene e il male, tra la figura divina e il diavolo tentatore. Nell’ambito degli festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri, ogni anno, verso le 12.30, l’angelo, interpretato da un bambino e sospeso a una fune tesa tra il campanile della Chiesa del S.S. Rosario e il castello, ingaggia una feroce disputa dialettica con la figura infernale. A poche ore dalla nuova, emozionante rappresentazione sacra i cui testi richiamano il “Paradiso perduto” di John Milton del 1667, cresce l’attesa per il nuovo interprete del diavolo. Dopo la sorprendente e rivoluzionaria messa in scena da parte di Katia Solomita degli scorsi due anni – la prima donna a interpretare il diavolo – si attende di conoscere il volto dell’antagonista dell’angelo di questa edizione. Apparirà, questo è certo, in un rinnovato look, in un abito cucito da Tecla Solomita. L’unica cosa a non cambiare negli anni è lo schema narrativo. Dopo il dialogo, che si protrae per una ventina di minuti, il diavolo esce sconfitto ritraendosi negli abissi, il bene trionfa e l’angelo può continuare la sua corsa verso il campanile, terminando quel volo lungo 150 metri complessivamente, a un’altezza che nel punto più alto sfiora i 25 metri. La sera, verso le 21, dopo la processione, l’angelo percorrerà il percorso al contrario, dal campanile al castello. È l’apoteosi dell’emozione, con la benedizione dei cittadini e degli emigranti affidata al Santo taumaturgo, ben rappresentato da una statua in legno policromo del Settecento. La festa in onore di San Vincenzo Ferreri e il volo dell’angelo non sono, tuttavia, coevi. La prima nacque probabilmente nel 1822, il secondo tra il 1833, anno in cui si costituì il primo comitato festa, e il 1876, quando si spezzò la fune, allora di canapa, e il bambino cadde sugli alberi sottostanti, salvandosi. Il primo documento che cita la disputa teatrale tra l’angelo e il diavolo risale al 21 agosto 1841.