Si terrà Venerdì 6 settembre a partire dalle ore 9.15 al Teatro Centro Don Bosco in Via Don Giovanni Bosco n. 8, il convegno “BLOOD IS LIFE: AGIRE IN RETE E SICUREZZA, ATTUALITÀ E PROSPETTIVE”, organizzato dalla Croce Rossa Italiana e ospitato all’interno del Palasciano Red Cross camp, evento di formazione per i volontari CRI in programma dal 3 all’8 settembre.

 Il convegno si aprirà con il saluto del Presidente Regionale CRI Campania Cav. Giovanni Addis, del Delegato obiettivo salute CRI, Dott. Jacopo Pagani e del referente Nazionale Sangue CRI, Dott. Paolo Monorchio. A seguire, la Lectio Magistralis del Dott. Giancarlo Maria Liumbruno, Presidente Centro Nazionale Sangue. Durante la mattinata di lavori, che terminerà alle ore 13.30, saranno previste due sessioni con interventi di personalità regionali e nazionali, tra cui il Dott. Michele Vacca, Responsabile CRS Campani – A.O. Cardarelli Napoli; il Dott. Bruno Zuccarelli, Responsabile medicina trasfusionale A. O. Cardarelli Napoli; il Dott. Cosimo Nocera, Responsabile Medicina Trasfusionale Ospedale del Mare; il Dott. Giampiero Briola, Presidente Nazionale AVIS; il Dott. Aldo Ozino Caligaris, Presidente nazionale FIDAS; il Dott. Sergio Ballestracci, Presidente Nazionale FRATES; la Dott.ssa Flavia Petrin, Presidente Nazionale AIDO. Le conclusioni saranno affidate all’avvocato Francesco Rocca, Presidente Nazionale Croce Rossa Italiana. Il Convegno nasce con l’obiettivo di riorganizzare la struttura di donazione sangue della CRI tutte le regioni italiane, che si incontrano a Napoli per discutere della problematiche della donazione, delle diverse esperienze territoriali  e sensibilizzare le persone alla donazione appunto, cercando il più possibile di “fidelizzarli”.

Sempre più spesso in regioni come il Lazio e la Campania c’è carenza di sangue”, spiega Monorchio, “e c’è bisogno di aiuto da parte dei cittadini, informati attraverso eventi di sensibilizzazione. L’ obiettivo è dunque la promozione della “cultura del donare”, della solidarietà e del concetto del “donare vita” come momento di partecipazione civica, con un alto valore etico e morale, che prevede uno scambio, in spazi e tempi diversi, ma molto forte, tra donatore e paziente, attraverso un’azione assolutamente volontaria perché non remunerata”, continua Monorchio, “la CRI tende infine, all’autosufficienza in Italia, al non acquistare sangue all’estere ma a coprire internamente le esigenze dei pazienti del nostro territorio”.