Street Art Tour.

Programma:
– Ore 10.00 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) con parcheggio nel piazzale antistante il convento Francescano di Bonito. Accoglienza e saluto delle autorità.
– Ore 10.30 : Street Art Tour lungo le vie del paese. Alla scoperta dei murales di Bonito.
– Ore 12.30 : Visita al Giardino Pagella e sosta sul Belvedere della Valle Ufita. Visita alla Cappella della Mummia Vincenzo Camuso.
– Ore 13.30 : Pranzo presso l’Agriturismo La Macchia – località Masiello Tordiglione – 83032 Bonito – prenotazione a cura dei singoli partecipanti – tel. 0825.422268 oppure 338.2305787 – al costo di 25,00 euro a persona – con il seguente menù: Antipasto degustazione: con affettati di salumi, ricotta, frittelle, verdurine; Primi : assaggio di cecatielli con pulieo (piatto tipico) e falzolettoni di ricotta; Secondi: peperonata di maiale (piatto tipico) oppure, arrosto misto con salsiccia (scelta da farsi al momento della prenotazione), contorno: patate/insalata; dolce: crostata; acqua minerale, vino, amaro, caffè.
– Ore 15.00 : Visita al Museo delle cose perdute.
– Ore 17.00 : Termine della manifestazione.
Quota di partecipazione: pranzo Agriturismo La Macchia: 25,00 euro
Prenotazioni: esclusivamente a mezzo email
Trasporti: mezzi propri
Volontario Touring accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita: Console Donato Cela 377.1603172
Guide: a cura dell’Associazione Culturale BoCA
Partecipanti: minimo 30 persone
La quota comprende : La visita guidata come descritta, il pranzo, l’assistenza del console, le assicurazioni per la responsabilità civile.
Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione : Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio Paesi d’Irpinia del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi i non soci perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni e, quindi,
associarsi.

“Chiudi gli occhi. Sono io la luce.
Cammina sulle mie macerie. Sono il fuoco che le ricostruisce.
Accostati al mio ventre. Sono il cosmo che respira.
Entrami dentro”.
Con questi versi il Collettivo Boca presentava l’opera di Francisco Bosoletti che oggi secondo la rivista internazionale Widewalls è uno dei murales più belli al mondo. Il fuoco è il tema dei tre muri realizzati dall’artista argentino a Bonito, paese ridisegnato dalla potenza distruttiva di frane e terremoti, ma tuttavia generoso di frutti della terra.
Ecco tra le bellezze dell’Irpinia che lentamente impariamo a riconoscere, possiamo aggiungere anche la Genesi: tre opere da leggere come un unico progetto artistico, lasciato in eredità a questo piccolo borgo della Valle dell’Ufita che dal 2011, grazie all’impegno dell’associazione culturale Boca e del suo festival aperiodico, punta alla riappropriazione e alla riqualificazione degli spazi urbani, guardando alla street art come valorizzazione artistica dei luoghi.
Cappella dela mummia Vincenzo Camuso
Vincenzo Camuso, per gli abitanti di Bonito, è un’entità sacra e benedetta, mentre il clero lo considera un’anima del Purgatorio, “lo scheletro di un defunto che merita rispetto”. La cappella che lo ospita, un tempo, faceva parte della Chiesa dell’Oratorio di S.M. Annunziata del 1200, colpita dal terremoto del 1962 e, poi, abbattuta. In seguito, grazie al contributo degli emigranti di Bonito all’estero e al priore Crescenzo Petrillo, fu costruita la nicchia dove ora è possibile far visita alla mummia.
Dalla modalità di sepoltura, si evince che le spoglie risalirebbero alla fine del 1600, inizi del 1700, poiché in quel periodo c’era l’usanza di essiccare i cadaveri, i quali venivano collocati nei sotterranei, posti su una seduta circolare in pietra con un buco al centro, sotto cui vi era della sabbia dove avveniva la scolatura dei liquidi. La storia della mummia di Bonito che ha dentro dell’inquietante e, al contempo affascina, ha fatto il giro del mondo con il suo alone di mistero e verità; numerose sono le versioni della tradizione popolare che, da circa duecento anni, attribuiscono al Camuso poteri taumaturgici, come mostrano anche le immagini degli ex-voto nel tempietto.
Museo delle cose perdute
Gaetano Di Vito ha 40 anni ma da un quarto di secolo raccoglie oggetti rari e di uso comune. Una passione curiosa e singolare quella del giovane falegname di Bonito a tal punto curiosa da allestire prima un museo in una stanza lungo via Roma poi in un appartamento, donato da una nobildonna del paese, in vico Masaniello. E’ una mostra permanente da guinness dei primati quella allestita in tutti questi anni da Gaetano. Da una raccolta spontanea e personale di attrezzi agricoli in breve ha cominciato a collezionare di tutto: macchine da scrivere, oggetti sacri, monili, quadri, abiti sacri e costumi d’epoca.
E ancora: mobili d’antiquariato, pezzi d’arredo esclusivi, ninnoli, libri, testiere, cimeli di guerra, ceste, anfore, vasellame e oggetti impiegati dalle massaie. Altro che ‘robivecchi’ o roba d’altri tempi. Il museo, decisamente originale, ricavato da
Gaetano Di Vito nelle stanze di un’abitazione nel centro di Bonito non riesce più a contenere i pezzi, unici e preziosi, raccolti in giro per la provincia. C’è persino un pezzo di meteorite, custodito gelosamente dall’artigiano 35enne, ritrovato per caso nelle campagne bonitesi qualche anno fa e fatto in seguito esaminare a Pisa.
La mostra-museo delle cose perdute e ritrovate appunto da Gaetano è aperta tutti i giorni. E per visitarla basta contattare telefonicamente l’ideatore che fa anche da cicerone. “Ormai ho perso il conto dei pezzi raccolti in questi venticinque anni di attività – ha spiegato Gaetano – e non ho alcuna intenzione di smettere di cercare oggetti del passato. Qui è racchiusa la storia d’Irpinia, la storia della gente comune ma anche della gente illustre del mio paese: dall’onorevole Covelli al musicista amico di Puccini, Crescenzo Buongiorno”.