E’ imminente l’avvio del Meeting Le2Culture, che puntualmente nella prima decade di settembre il centro di ricerca Biogem propone al pubblico per una riflessione a tutto campo. Il Meeting è l’occasione per avvicinare il pubblico alla vita del centro, fargli condividere i traguardi raggiunti e prospettargli gli obiettivi che per il futuro si perseguono. Le ragioni di fondo del meeting, che inizia domani, 6 settembre, e si concluderà il giorno 10, risiedono nel proposito di non smarrire mai l’unicità del sapere, che per essere utile all’uomo, ha bisogno di camminare su due gambe: la cultura scientifica e quella umanistica, sempre più intrecciate e interdipendenti, benché per il passato non siano stati pochi i momenti in cui ognuna “ha fatto parte per se stessa”. I temi proposti nel corso degli anni sono stati affrontati tanto dal punto di vista strettamente scientifico quanto da quello umanistico-filosofico. Il tema su cui si cimenteranno gli illustri relatori è costituito dal cibo, visto nella sua molteplice valenza: salute, cultura, piacere e tormento. Che il cibo costituisca l’elemento su cui si regge l’esperienza vitale dell’uomo è constatazione fin troppo semplice; senza di esso la morte domina sovrana. “Il nutrimento è l’essenza della nostra vita; possiamo addormentare la coscienza, possiamo impedirci di pensare, possiamo decidere di impegnarci o meno, non possiamo decidere di smettere di nutrirci, a meno che non intendiamo incamminarci inevitabilmente verso la morte.” (V. Roberti – N.Prebenna: Mi prendo per la gola … e dimagrisco, Delta3edizioni). Nella scelta degli alimenti, nella cura per prepararli, nel modo di consumarlo si rivelano i tratti salienti delle singole culture, così che la varietà delle tradizioni culinarie è specchio e riflesso delle specificità valoriali a cui le singole comunità hanno obbedito ed obbediscono. Senza sottacere che uno dei piaceri più popolari e democratici è costituito proprio dal consumo di cibo in determinati contesti e momenti. E poi il cibo è fonte di gioia e tormento per individui e popoli. Non tutti i popoli, per le più disparate ragioni, dispongono delle stesse risorse alimentari; all’interno delle singole comunità le differenze di classe e di potere segnano una linea di demarcazione netta tra chi il cibo se lo può permettere con facilità e chi stenta a garantirsi la sopravvivenza, tra chi sguazza nel superfluo e chi soffre per la mancanza del necessario. Questa divaricazione, in tono minore, riguarda spesso anche i paesi avanzati, dove le sacche di povertà sono ben occultate, e dove abitudini alimentari scorrette determinano condizioni personali di sofferenza e di disagio. Senza dire dei disturbi noti che, prescindendo dalla possibilità di accedere al cibo con facilità, per motivazioni che afferiscono alla complessa realtà psicologica della persona, sono tanto diffusi e tanto dannosi. Le relazioni annunciate sono varie e articolate. Segnaliamo per ora l’intervento sui nutraceutici, i farmaci per persone sane, l’intervento del premio Nobel per la Chimica 2002, Kurt Wüthich, quello sulla contraffazione alimentare, quelli sugli alimenti propri della nostra tradizione agricola, vino e olio extravergine. Non resta che affidarsi alla relazione di apertura del presidente di Biogem, prof. Ortensio Zecchino.