Da sette anni è una città sotto assedio. Lattakia, la Siria in guerra, vicino a Cipro, è il posto da dove è partito tutto. È da lì, infatti, che Maram Al Mari è dovuta fuggire per andare a studiare a Damasco per diventare poetessa e scrittrice. Poi Parigi, lei che è oppositrice del regime di Assad. Quando si scappa dalle bombe, dai dittatori e dal pericolo che si trova sempre, dietro l’angolo,”basta una valigia piena di sogni senza memoria. Io ci ho messo la fotografia di mio padre”. Maram racconterà la sua storia, quella delle sue lotte e delle sue poesia in difesa di tutte le donne del mondo, sabato sera a Grottaminarda, nel caffè letterario del Castello d’Aquino. Nella città siriana vive ancora la sua famiglia, sotto sorveglianza dell’Isis. E la scrittrice, nei suoi versi, scrive della”fame, della prigione e delle torture” che deve subire il suo popolo. Una nazione, la Siria, per la Al Masri, è “una donna violentata, tutte le notti, da un vecchio mostro, violata, imprigionata , costretta a sposarsi. È l’umanità afflitta”. E lei non la dimentica. Scrive con il dolore che è quello del suo popolo, ridotto da venti a undici milioni.”Ma è pur sempre l’arcobaleno che si stagliera’ dopo i fulmini e le tempeste. Nonostante il frastuono della paura e del freddo”. Già nel 1984,la scrittrice siriana titola a una sua raccolta”Ti minaccio con una colomba bianca”e, nel 1997,ancora “Ciliegia rossa su piastrelle bianche”. All’inizio del millennio”Ti guardo”mentre nel 2011,quando Lattakia fu bombardata, dedicò “Anime scalze” a tutte le donne profughi, vittime di violenza.”Le ho viste passare – scriveva-in strada, anime scalze, che si guardano dietro, temendo di essere seguite, dai piedi della tempesta, ladre di luna, attraversano camuffate da donne normali. Nessuno le può riconoscere, tranne quelle che somigliano a loro. L’incontro con Maram al Masri inizierà alle ore 21.
Giancarlo Vitale.














































