La scuola è prima di tutto studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma è anche educazione, teatro di crescita civile, è luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie. L’alunno costruisce la sua identità anche nell’interazione con figure adulte significative esterne alla famiglia, quindi i contesti scolastici sono tra quelli più importanti da prendere in considerazione in questo processo. La qualità della relazione con gli insegnanti è un aspetto di particolare rilievo che contribuisce a formare l’immagine di sé che incide sull’autostima degli studenti.

Chiediamo al Preside Francesco Caloia, adesso in pensione, la sua opinione, dopo aver svolto il suo lavoro per ventisette anni gli ultimi all’Istituto Ruggero II di Ariano Irpino, circa il fenomeno del bullismo, ovvero il fenomeno delle prevaricazioni fra bambini e ragazzi. I mezzi di comunicazione si occupano spesso di episodi del genere, facendo emergere un nucleo di ingiustizie e sofferenze che lascia sgomenti.

Come è cambiato negli anni l’atteggiamento degli studenti nella scuola e tra loro?

“Gli studenti sono quelli di sempre, trasgressivi, gli adolescenti amano il pericolo, il rischio certo per loro sono venuti a mancare i punti di riferimento, deridono, scherzano ma, per la mia esperienza, non è cambiato nulla, non ho mai, se non in isolati casi, rilevato fenomeni di bullismo”.

Caloia prosegue:” Con le nuove tecnologie, negli ultimi anni, è più facile tramite messaggi forti sui cellulari, foto trasgressive, creare disagi ma per me il problema è un altro, molti docenti trascurano la  psicologia dell’età evolutiva che includeva il consiglio, la discussione, l’ammaestramento, il chiarimento. Sono proiettati, piuttosto, nell’insegnare la propria disciplina”.

E’ opportuno affidarsi a contributi esterni che supportino l’attività dei docenti?

“ Ho realizzato molti progetti con le Asl, sono serviti a facilitare il dialogo con i ragazzi, dell’adulto, dei genitori con i propri figli, come educatore ho inteso, sempre, promuovere un clima culturale, sociale, emotivo in modo da scoraggiare prevaricazione, prepotenza, anzi, ho rilevato che gli adulti, spesso, cercano momenti di protagonismo. E poi, ho coltivato una proficua collaborazione con il prof. Domenico Ciccarelli, con il quale, grazie ad una condivisa visione, abbiamo promosso attività didattiche dove l’antico, il moderno ed contemporaneo dovevano convivere armoniosamente in una prospettiva futuristica, per dare vita ad una scuola emozionale, dove si potessero esprimere al meglio le varie professionalità dei docenti”.

Come fare per sollecitare l’attenzione, la partecipazione degli studenti in modo che il loro non sia un apprendimento superficiale?

“ Con mostre, concorsi, interessanti iniziative in modo da tenerli costantemente impegnati e partecipi. Ma, poi, ho rilevato che non si arriva a trattare gli ultimi cento anni di storia, di letteratura, di storia dell’arte, si fermano a Van Gogh, tutte argomentazioni lontani dalla contemporaneità. E lo stesso vale che i docenti seguano corsi di aggiornamenti di carattere culturale, di storia, di psicologia dell’età evolutiva, delle nuove tecnologie insomma di tutto ciò che è   piu vicino al mondo contemporaneo, con un occhio al passato ma il contemporaneo è fondamentale”.