Sabato 16 novembre, a Gesualdo, nella Chiesa di San Nicola , Padre Enzo Gaudio, parroco in paese, ha tenuto una Celebrazione Eucaristica sulla figura del Medico Santo Giuseppe Moscati, con benedizione del mezzo busto del Santo donato da una famiglia gesualdina, venerazione della Reliquia ex carne e proiezione di un breve documentario.

Nato nel 1880, settimo dei nove figli di un magistrato, Giuseppe segue i trasferimenti del padre da Benevento ad Ancona e poi a Napoli, dove nel 1903 consegue la laurea a pieni voti in medicina. Lavora dapprima agli Ospedali Riuniti, poi a quello di Santa Maria del Popolo, detto degli “Incurabili”, nel quale diventerà primario per esami nel 1911.

Per lui vivere è lavorare, è pregare, è studiare. A un giovane medico scrive: “Non la­scerete di coltivare e rivedere ogni giorno le vostre cono­scenze. Il progresso sta in una continua critica di quanto apprendiamo”. E lui non “lascia di coltivare” anche la pro­pria formazione culturale cristiana, di pari passo con quel­la scientifica.

Ricerca quotidiana e comunione quotidiana: per lui so­no due momenti dello stesso impegno. Sarà considerato un precursore della moderna biochimica. E in­tanto, già sui trent’anni, le sue diagnosi fulminee ed esatte lo rendono famosissimo, molto stimato anche dal sommo clinico Antonio Cardarelli.

Per le visite in casa, l’onorario è regolato da un cestino con una scritta: Chi può metta qualcosa, chi ha bisogno prenda. Quando il malato è lontano e povero, è lui stesso che gli porta anche denaro. Come porta l’aiuto spirituale durante le cure e do­po, come si preoccupa di raddrizzare esistenze, di orienta­re i confusi. Sempre medico e sempre apostolo, a ritmo intensissimo. A soli 47 anni il 12 aprile 1927, giorno della sua morte, è  ancora giorno di visita. Tre anni dopo, le sue spoglie sono state tu­mulate nella chiesa del Gesù Nuovo in Napoli, proclama­to Santo da Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987.