“Il mio augurio è che il rosso sangue possa trasformarsi in rosso amore, grazie a tutti coloro che daranno il proprio contributo il giorno 25 a Lacedonia per organizzare la giornata della lotta alla violenza sulle donne perché, come recita la locandina, bisogna r-esistere a piccoli passi verso la liberazione dalla violenza” – dichiara il sindaco di Lacedonia, l’Avv. Antonio di Conza.

Come sta accadendo in molti comuni italiani, anche il comune di Lacedonia, il 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, organizza laCamminata in rosso”.

Dopo l’inaugurazione dello scorso novembre della panchina rossa, collocata in Via Tribuni, come simbolo della lotta alla violenza sulle donne, alle 15:00 partirà un corteo dal Museo Mavi che attraverserà tutte le vie principali del paese. Per partecipare è sufficiente indossare un indumento rosso o, per chi vorrà, potrà esporre qualcosa di rosso fuori dalla propria abitazione.

A seguire, alle 17:00, presso il Museo Mavi, il Dott. Michele Miscia terrà un seminario pratico di autodifesa da strada.

La violenza sulle donne è trasversale e non conosce caste o ceti. Da sempre esiste il fenomeno ma spesso, viene taciuto. Occorre dunque insistere in un’opera di capillare ed inesausta sensibilizzazione, in ambito familiare, in quello scolastico, in quello più largamente associativo, perché la società del domani possa finalmente liberarsi da queste problematiche che pesano sulla nostra progenie alla stregua di macigni. Sono contento, pertanto, che anche il comune di Lacedonia, in collaborazione con le altre associazioni, anche quest’anno pone l’accento sulla Giornata Mondiale della violenza sulle donne” – aggiunge Di Conza.

La violenza sulle donne è un tema sempre più oggetto di attenzione, visti i casi di violenza sempre in crescita. Gli ultimi dati ISTAT riportano: quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). Numeri sconvolgenti se si considera che a praticare le violenze siano stati partner o ex partner: nel dettaglio, su una cifra di 3 milioni di donne, la violenza è avvenuta nel 5,2% dei casi dall’attuale partner e nel 18,9% dei casi da un ex partner.

Dopo anni e anni di silenzio, oggi, se ne parla molto ovunque ed è possibile difendersi. Il Ministero della Salute ha messo in atto dei sistemi di prevenzione e di aiuto nei confronti delle donne vittime di violenze: i consultori, con personale altamente qualificato, sono diffusi capillarmente sul territorio italiano. È anche possibile rivolgersi al Telefono Rosa Antiviolenza e Antistalking al numero 1522.

È bene ricordare, inoltre, che la difesa la fa anche la Legge che in Italia, dal 1996, considera la violenza contro le donne come un delitto contro la libertà personale e non più come un delitto contro il buon costume. Dopo questa prima importante legge, ne sono seguite molte altre (2001, 2009 e 2013), fino ad arrivare all’ultima, definita
Codice Rosso del 2019, che introduce al suo interno reati gravi come il revenge porn, gli sfregi e le nozze forzate. Non da ultimo, sono state notevolmente incrementate le pene per violenza sessuale, stalking e maltrattamenti subiti in famiglia.

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