“Una bolgia infernale!”. Con queste parole i sindacati Osapp, Cgil, Sinappe, Uspp, Uilpa, con una nota congiunta indirizzata alla stampa, hanno definito il carcere di contrada Capodimonte a Benevento. L’ennesimo caso si é registrato nella giornata di ieri pomeriggio quando un detenuto ha aggredito un poliziotto penitenziario che ha riportato traumi guaribili in 10 giorni. L’episodio di ieri segue quello di qualche giorno fa quando un gruppo di detenuti ha sfondato un cancello di sbarramento e solo grazie alla professionalità dei poliziotti penitenziari presenti, si è scongiurato il peggio.  Le cause sono varie: il numero elevato di detenuti, circa 430, anche con tipologie diverse, si contrappone alla mancanza di operatori penitenziari, giuridici-pedagogici e socio-sanitari. Di conseguenza, la sicurezza diventa un’utopia, soprattutto perché nei turni pomeridiani e notturni, i poliziotti penitenziari sono davvero in numero esiguo. Di mattina la media é di due poliziotti a piano che devono badare a circa cento detenuti, la maggior parte dei quali libera di girare e di aggredire i malcapitati di turno perché si trovano a scontare una pena con la modalità della cosiddetta  “vigilanza dinamica”. In pratica la mattina le camere detentive vengono aperte ed i detenuti possono bighellonare  fino alla chiusura delle stanze che avviene nel tardo pomeriggio. Le problematiche sono tante e, da come si legge nella nota, “in tutto questo non si apprezza da parte della direzione un’incisività gestionale incapace di invertire il trend in atto”.