Grottaminarda. L’Olocausto lo ha visto da vicino. Gli è passato davanti, dall’8 settembre al maggio dello stesso a no, correva il 1945,prigioniero dei tedeschi nel campo di concentramento 8 B in Germania,poi in Polonia in mano”agli alleati che, intanto, la seconda guerra mondiale la stavano vincendo. È un testimone della storia, Felice Fortunato Francesco Faretra, della brutalità del conflitto mondiale. Tre anni di guerra, dal 43 al 45,nel 23esimo Battaglione fanteria. Classe 1924,oggi è un” ragazzino”di 95 anni, è uno di quelli che, ancora si fanno domande su qulo che è accaduto settantanquattro anni fa. Prima in un campo di concentramento in Germania, poi messo su un treno merci per essere trasferito in Polonia. Dove ha visto lo scempio nazista, dei campi di lavoro e dei forni crematori. Fortunato Faretra è uno degli ultimi esempi di grande coraggio, ma anche di speranza  elle giovani generazioni. E la sezione dell’associazione nazionale Combattenti e redudi della cittadina ufitana ha voluto ricordare la sua storia attraverso un giorno celebrativo. Il presidente della sezione di Grottaminarda infatti, Tonino Grasso, ha voluto rendere merito, al soldato del 23esimo Battaglione fanteria ricordando, con una targa, la storia di uno dei sopravvissuti all’Olocausto. Una cerimonia semplice, ma sicuramente emozionante, presso il centro di riabilitazione dove è ricoverato. Il momento più commovente, con qualche lacrima che è scesa dal volto dei presenti, è stato quello della consegna dello scollino che contraddistingue i Combattenti e che il presidente Grasso ha messo al collo di quello che, ancora oggi, si considera “un soldato che  combatterà perché certe cose non avvengano più”. Queste sono state le sue significative parole. La presenza dell’amministrazione comunale, attraverso la delegata Marisa Graziano, ha voluto mettere l’accento sul doveroso rispetto che la comunità grottese porta verso questo grande uomo. Una storia, quella di Francesco Fortunato Felice Faretra da far conoscere ai posteri. La sua è stata una avventura, fatta di ricordi che, speriamo, nessuno più possa dimenticare.  Giancarlo Vitale