Transumanza in Irpinia: la Rai fa tappa a Lacedonia

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A un mese dall’iscrizione della transumanza alla lista dei beni del patrimonio immateriale dell’ Unesco, la Rai arriva a Lacedonia per una mattinata alla riscoperta di quest’antica tradizione millenaria, oltre ad essere una delle prime attività dell’uomo, in quanto, come ci insegna la storia: l’uomo prima di essere agricoltore era un allevatore.

Oltre al sindaco Antonio Di Conza che ha organizzato l’evento insieme ad alcuni membri dell’Amministrazione comunale, ad accogliere Rino Genovese, giornalista di Rai3 originario di S.Angelo dei Lombardi e la sua troupe, una piazza gremita: studenti delle scuole elementari e medie di Lacedonia che hanno preparato cartelloni a tema, alcuni esponenti della Coldiretti e persone che hanno fatto dell’ agricoltura e del bestiame il loro lavoro.

“Alla transumanza è legata l’arte casearia che viene tramandata di generazione in generazione. I prodotti per noi sono fatti con latte crudo, hanno un aroma particolare perché mangiano foraggi ed erba che cresce sulle nostre alture” – ha affermato un casaro locale.

I foraggi e l’erba del posto sono determinanti per il sapore della carne che proviene da mucche podoliche,  cresciute mangiando l’erba fresca del luogo in cui si spostano periodicamente ” – ha aggiunto un allevatore.

A conclusione, il giornalista ha intervistato il figlio di un agricoltore di Lacedonia che ha mostrato in diretta la lavorazione della pasta prodotta con la farina di grano duro del Senatore Cappelli che risulta essere più digeribile, perché povera di glutine e ricca di proprietà antinfiammatorie.

Si sente spesso parlare di transumanza, ma effettivamente, quando nasce?

“La transumanza nasce quando gli animali non trovano cibo perché cambia il clima. Ma questi rifanno da secoli sempre lo stesso percorso: per aria, per acqua e per terra. Nelle nostre zone il percorso più famoso è da sempre il tratturo Candela-Pescasseroli, che dalla Puglia arriva in Abruzzo. Ma non mancano percorsi più brevi, sempre fatti da animali in cerca di cibo e clima mite, oggi accompagnati dagli ultimi pastori transumanti. Ed in rispetto di questa pratica antica, più antica dell’agricoltura stessa, che ogni anno a giugno vogliamo farla apprezzare da chi sa apprezzare l’ambiente e i territori ancora incontaminati della nostra provincia, fatta in massima parte di colline e montagne, di ripari dal freddo invernale e di freschi prati estivi. Questa la transumanza che, partendo dalle colline di Teora, giungerà alle montagne di Senerchia. Seguire il percorso di mandrie e mandriani per accompagnarli come da tradizione alle “Teglie”, con un percorso immerso nella natura, con i suoi ritmi lenti e placidi. E poi per ristorare gli sforzi e godere la montagna ci si fermerà tutti insieme per degustare gli straordinari prodotti di quelle aziende cosiddette di confine, ma che confinano soltanto con il cielo e l’orizzonte. Uno straordinario momento di aggregazione e condivisione, per ricordare che siamo tutti nati migranti, uomini ed animali, e che il buon cibo lega ed accomuna tutti.” – ha affermato Gerardo Vece, operatore della Coldiretti di Senerchia.

Cosa può dare oggi la transumanza a Lacedonia? Quali sono i prossimi eventi in programma?

Potenzialmente la transumanza può dare tanto, grazie alla compartecipazione dei vari comuni interessati, coinvolgendo tutte le categorie, si può avere una grande progettualità alla riscoperta della ruralità, la gastronomia, l’antropologia e lo studio approfondito del luogo, che ha come finalità l’incremento del turismo. Sono onorato di aver avuto questo riconoscimento come comune, al pari della Grecia e l’Austria. Mi sono preoccupato e impegnato in prima persona per portare la candidatura di Lacedonia a Roma che rientra nel progetto “Borghi in rete” con Zungoli capofila, allegando una sottoscrizione dei pastori del posto, come segno dell’impegno profuso nella transumanza da molti anni. Stiamo preparando altri eventi per valorizzare i nostri luoghi e sicuramente a breve la Rai ritornerà a Lacedonia per un altro servizio”– ha concluso il sindaco Di Conza.