Santa Maria Capua Vetere (CE): 44 poliziotti penitenziari
Dopo i fatti accaduti oggi davanti all’istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere é giunta in redazione la nota stampa da parte del Sinappe, una delle sigle più rappresentative del corpo di Polizia Penitenziaria. Quello che é accaduto oggi é una conseguenza delle rivolte che qualche mese fa hanno visto i detenuti mettere letteralmente a “ferro e fuoco” alcuni istituti penitenziari. Le rivolte di quei giorni scoppiarono in circa 30 Istituti penitenziari, alcuni di essi furono resi totalmente o in parte inagibili ed i danni causati furono quantificati in circa 40 milioni di euro. Oggi il paradosso perché sono stati indagati 44 poliziotti penitenziari, che, in quelle lunghe ore, rischiarono la vita per farsí che tutto rientrasse alla normalità e che le azioni poste in essere dai detenuti non avessero conseguenze ben peggiori. Questo pomeriggio, il senatore Salvini ha fatto visita ai poliziotti sammaritani portando loro la sua vicinanza e solidarietà per le modalità con cui, questa mattina, sono stati notificati gli avvisi di garanzia. Notifiche che sono state fatte nel piazzale antistante il carcere, mentre si stavano recando in servizio davanti ai familiari dei detenuti lì presenti per i colloqui.
Il senatore del Carroccio è stato accolto anche da una delegazione del Si. N.A.P.Pe, il Sindacato Nazionale Autonomo della Polizia Penitenziaria, composta dal Segretario Nazionale, Luigi Vargas, e dal Segretario Regionale, Pasquale Gallo. Questo il loro commento su quanto accaduto: “Il prestigio di un corpo e la dignità di una divisa messi alla gogna per un atto che avrebbe richiesto sicuramente maggiore riservatezza – si legge nella nota -sono ancora vividi nei nostri ricordi i giorni in cui 30 istituti penitenziari sono stati distrutti da detenuti rivoltosi rimasti impuniti, 40 milioni di euro di danni causati, ma vengono indagati 44 servitori dello Stato per aver fatto il loro dovere e per aver fronteggiato una rivolta che poteva avere conseguenze ben più gravi. Questo non è tollerabile. Se è legittimo che la giustizia faccia il suo corso, non possiamo accettare la spettacolarizzazione di un atto di notifica che deve garantire, innanzitutto, il rispetto della dignità e del diritto alla riservatezza. Abbiamo chiesto al Senatore Salvini di rappresentare nelle opportune sedi politiche questo scempio, dove le vittime sono state trasformate in carnefici, trattate come comuni delinquenti, sulla strada, davanti ai familiari dei carcerati. Un governo, dimostratosi incapace di gestire l’emergenza che scarcera i boss mafiosi e indaga i poliziotti che hanno impedito il collasso del sistema, non è degno di un paese civile.”














































