SEVERINO NAPPI (LEGA): “IL MES SERVE UNA POLITICA COMPETENTE”

Severino Nappi la nota: Come sappiamo bene noi che qui siamo nati e cresciuti, la Campania, come il resto del Mezzogiorno, sconta un grave ritardo rispetto al resto d’Italia in fatto di infrastrutture e questo rende ancor più difficile per gli imprenditori produrre e lavorare qui. Dopo decenni di sperperi clientelari senza scopo, alla fine di una stagione nella quale il Governo ha pensato che bastasse sostenere temporaneamente con un assegno piuttosto che creare lavoro e aiutare chi lo cerca a trovarlo, oggi il Sud ha di fronte una grande occasione. Potrà attingere ai soldi che l’Unione europea metterà a disposizione dell’Italia per investire sulla ripartenza. Dei 209 miliardi promessi al nostro Paese dal cosiddetto Recovery Fund, ben 83 dovrebbero essere destinati al Sud: la Campania è la prima delle grandi Regioni del Mezzogiorno. Per farli fruttare e non sprecare anche questa occasione è necessario che si verifichino due condizioni: serve un progetto, un piano o, almeno, una idea, come servono persone capaci di realizzarlo.
Non abbiamo né l’uno né l’altro. Il secondo grande tema è: chi gestirà queste risorse e chi dovrà venderle, firmando il maxi assegno? Questa volta il problema è ancor più drammatico, poiché alla luce dei precedenti, la Commissione europea ha spiegato che i soldi del Recovery Fund “verranno elargiti a seconda dello stato di avanzamento dei lavori, ci saranno verifiche e controlli molto precisi”. Ricordiamo tutti quanti decenni sono serviti per l’ultima delle grandi opere campana, la metropolitana di Napoli, ancora in corso dopo vent’anni. Per come sono messe le cose, corriamo il forte rischio di ritrovarci con centinaia di opere avviate e poi fermate. Bisogna cambiare la classe dirigente del Sud, a partire proprio dalle elezioni Regionali di settembre. Dobbiamo serietà ai nostri cittadini che si sono sacrificati per mesi, ai commercianti e agli esercenti che soffrono e anche – purtroppo – ai morti in solitudine, vittime di questa pandemia e ai loro familiari.