Il grande pubblico lo ha imparato a conoscere e apprezzare perchè era diventato un’icona della divulgazione storico-scientifica e letteraria in oltre 10 anni al servizio di Rai 3 conducendo “Passepartout”, trasmissione amata da nicchie sempre più ampie di giovani che gli riconoscevano sapienza e leggerezza nel suo inconfondibile stile.
Tra l’Alsazia, Venezia, Milano e Roma a lui si deve la nascita del primo Banco Farmaceutico.
Il percorso storico-artistico definito nei suoi affreschi televisivi in ogni puntata, tra un vino e un buon piatto, ci hanno fatto riscoprire e apprezzare aneddoti dei classici: da Cicerone agli autori d’oggi, un viaggio in un paese, l’Italia, ricco di arte, cultura e talenti. Un paese seduto su uno scrigno di ricchezze, il vero petrolio del paese, ma talora incapace di estrarne i benefici prigioniera di pastoie e incapacità politica.
È stato critico e mai compiacente anche nella sua avventura politica al comune di Milano, autentico mattatore della vita culturale lombardo-veneta con respiro internazionale.
Daverio fu un fuoriclasse della divulgazione. Ci lascia un “Grand Tour per l’Italia” un enorme tesoro “en plein air” come amava ricordare nei suoi francesismi sulle rive di Venezia o a spasso a Roma, tesoro italico spesso mai abbastanza conosciuto.
È stato una grande arricchimento culturale e un onore poterlo ascoltare e lavorare insieme.
Un grande maestro di cultura, aperto e sensibile con tutte le diverse espressioni di fedi e religioni, con la bizzarria e l’originalità dei grandi, i colori dei suoi racconti di vita e di storia dall’Alsazia natìa a Venezia passando per Milano e Roma o Palermo. Straordinaria la sua passione e la curiosità di chi vuole sempre imparare da ogni avventura della vita come esperienza utile da mettere in cascina.














































