Francesco Ivan Ciampa: grande successo al Teatro del Maggio per la sua Madama Butterfly

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Abbiamo avuto la fortuna di assistere alla seconda delle cinque repliche in cartellone al Teatro del Maggio a Firenze di “Madama Butterfly” con la regia di Chiara Muti e la direzione d’orchestra dell’avellinese Francesco Ivan Ciampa.

Merita una parola la bellezza e la tecnologia del moderno Teatro del Maggio che hanno saputo accogliere degnamente la folta folla accorsa per immergersi nella magia delle pagine pucciniane e ambientare, sull’enorme palcoscenico, la messa in scena dell’opera.

La regia di Chiara Muti, al suo debutto registico al Maggio, ha puntato più sulle sfumature che sulle forti tinte, eliminando ogni traccia di esotismo o inutile fasto scenico per realizzare un lavoro in sottrazione in grado di mettere in evidenza la musica e la storia, senza orpelli.

Pienamente in sintonia la lettura che il Direttore Ciampa ha dato a tutto il suo lavoro di cui ci piace evidenziare innanzitutto il clima evidente di grande sintonia con l’orchestra, la comunicazione fluida e il gesto sempre misurato, mai eccessivo se non nei momenti realmente più drammatici. Ciò ha reso apprezzabile tutta la tessitura della partitura, le sfumature, la dinamicità e le emozioni di cui questa storia è così ricca, possiamo dire perciò di avere scoperto una “nuova” Butterfly, più attuale, più capace di parlare al pubblico di oggi. Un pubblico che alla fine si è sciolto in un applauso interminabile, che ha richiamato in scena più e più volte il cast e il Direttore tributando loro il giusto tributo di gradimento.

Molto bravi gli interpreti, da Svetlana Aksenova che interpreta una Cio-Cio-San che da fanciulla innocente diventa vittima d’amore, Sergei Skorokhodov indossa i panni di Pinkerton con potenza vocale e una recitazione quasi cinematografica, Alessandro Luongo è Sharpless, Laura Verrecchia  è la fida Suzuki. Alla Direzione del Coro del Maggio Lorenzo Fratini.

Da mettere in evidenza anche le scene di Leila Fteita, minimaliste ma indubbiamente suggestive, i costumi di Alessandro Lai disegnati in una dimensione senza tempo, le luci di Vincent Longuemare. Strutture impalpabili e mobili per delimitare lo spazio del palcoscenico senza opprimerlo e consentire alle luci ed ai costumi di vibrare liberamente insieme alla musica e ai gesti dei personaggi in scena.

Completano il cast Roman Lyulkin, già nel cast del recente Rigoletto, qui nei panni dello Zio Bonzo, Paolo Antognetti come Goro, Francesca Cucuzza (Kate Pinkerton), di recente diretta da Zubin Mehta nel concerto del 3 aprile 2021, André Courville (Il principe Yamadori), Francesco Samuele Venuti (Il Commissario imperiale), Alfonso Zambuto (L’Ufficiale del registro), Nicolò Ayroldi (Yakusidé), Natsuko Kita e Chiara Chisu (La cugina), Elena Cavini, Ramona e Gabriela Peter (La madre di Cio-Cio-San) e infine Nadia Pirazzini e Thalida Marina Fogarasi (La zia).

Francesco Ivan Ciampa torna sul podio del Teatro del Maggio dopo aver diretto nel 2019 prima l’ultima edizione di Butterfly con la regia di Fabio Ceresa e poi La bohéme, (regia di Bruno Ravella). A proposito di Madama Butterfly e questo allestimento ha detto: “Il dramma dell’attesa, l’incontro di due diversi mondi che si intrecciano e si fondono dando vita a un tessuto musicale continuamente nuovo e geniale. La meravigliosa partitura di Giacomo Puccini è costellata di idee e immagini che durante tutta la fase di preparazione è stata incentrata nel mettere in equilibrio l’innovativa idea registica di Chiara Muti insieme al discorso musicale. La grande intuizione è quella di portare in musica il concetto della sinestesia. In Butterfly ogni senso viene stimolato: l’obiettivo è proprio quello di realizzare uno spettacolo “totalizzante” dove l’esperienza sensoriale si amplifica. I suoni diventano profumi, quadri e tutto contribuisce alla descrizione di questo luogo dell’anima, colmo di pennellate profumate. Il lavoro svolto con l’Orchestra e il Coro del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è stato basato prima di tutto nel ricercare un suono, un marchio sonoro caratterizzato dalle dicotomie dei colori. Cercare i guizzi, ampliare all’estremo la gamma dinamica, al fin di disegnare una Butterfly dal sapore dolcemente amaro.”