Il giorno di Natale è partito il telescopio spaziale Webb. 30 anni di lavoro e 10 miliardi di dollari per spingere lo sguardo fin dove nessuno ha mai osato: vedere fino a 200 milioni dal Big Bang le origini delle stelle e delle galassie. Alla vigilia della Befana si è completata la manovra molto difficile di apertura dei cinque strati dell’ombrellone a forma di aquilone grande quanto un campo da tennis e formato da cinque strati di kapton, un materiale inventato negli anni sessanta del secolo scorso, che non fonde mai. Ogni strato è ricoperto da alluminio e silice. Lo strato più spesso è di 0,05 millimetri e gli altri sono la metà. La superficie di ogni strato è leggermente inferiore di quello più esterno ed è sufficientemente distanziato da esso per consentire al meglio i fenomeni di riflettere il calore del Sole nello spazio ed evitare che giunga al telescopio che deve lavorare a 223 gradi sotto zero. Una temperatura bassissima necessaria per vedere la luce infrarossa e poter capire come si sono formate le stelle e le galassie. La prossima apertura sarà quella degli specchi fino a comporre uno specchio grande sei metri e mezzo. Incrociamo le dita. Buon viaggio Webb.
Ing. Michele Zarrella














































