Calitri. Lutto per la morte del poeta Alfonso Nannariello

Una triste notizia ha colpito oggi la comunità di Calitri ma anche la comunità letteraria di tutta l’Irpinia che piange la prematura ed improvvisa dipartita di Alfonso Nannariello, docente e poeta.

Nel corso delle ore aumenteranno costantemente gli omaggi a colui che la poetessa Antonietta Gnerre definisce “Il poeta gentile”, anche l’amministrazione comunale di Calitri ha inteso omaggiare l’illustre concittadino scrivendo: “L’amministrazione comunale, a nome di tutta la comunità, esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del compianto Alfonso”.

Sulla sua pagina Facebook si susseguono nel corso delle ore le testimonianze di affetto e stima.

Caro Alfonso, non ci posso credere. – scrive la scrittrice Emilia Bersabea Cirillo – Te ne vai in un freddo giorno di gennaio, in punta di piedi, come eranel tuo stile. Ti penso per tutte le parole che ci siamo scambiate in questi anni, per il tuo affetto gentile. Non mi dimenticherò di te, di via Concezione e della tua presenza discreta ma incisiva nella storia letteraria irpina e non solo. Riposerai tra gli angeli.

“Gennaio era una mano di cementite bianca che cancellava tutto l’orizzonte. Era un cielo crudo. Era mia madre che mi passava i panni sopra il fuoco ed io, sotto le coperte, che restavo nudo. O me lo mostrava, così senza calore, quando apriva gli scuri al mio risveglio.
Gennaio era nel barattolo di vetro sopra il davanzale. Era un paesaggio di foglie di alloro tra parti di maiale sommerse da un silenzio di gelatina di brodo ed aceto. Era, dalle finestre di casa, la luce opaca sul bosco spoglio e il colle innevato” da Via Concezione di Alfonso Nannariello ed. Libria.”.
Luigi Bellino scrive:

Nannariello e Bellino

“Nel mese del Capricorno

Sei andato via
Cara Anima.
Sapete qual è la verità? Un Poeta come Alfonso Nannariello non morirà mai!!!
Inutile dire chi era e cosa abbiamo fatto insieme. Quello che sono lo devo tanto anche a te che mi sei sempre stato vicino nei momenti più importanti e in quelli più difficili.
Lasci un vuoto ma rimani fra le righe dei tuoi libri. Continuerò a lavorare pensandoti. Mentore. LB”.
“Alfonso Nannariello era un amico, – scrive sempre su Facebook il poeta Mimmo Cipriano –  oltre ad essere un poeta. Un amico conosciuto grazie alla poesia. Ci eravamo incontrati al matrimonio di un altro amico, fino a quel momento ci eravamo conosciuti solo attraverso la poesia, ma subito si capiva che avevi a che fare con una persona vera, senza presunzioni, nobile, una persona che ti faceva piacere incontrare. Era immancabile l’invito ad Alfonso quando c’erano serate di poesia, aveva sempre da dire cose interessanti, cose che volevi ascoltare, come ascoltarlo leggere le sue poesie. Un poeta legato alla propria terra, preso dalle battaglie civili per difenderla, e legato alla sua Calitri soprattutto. Era una persona molto generosa, cercava di coinvolgere gli altri senza protagonismo personale… è stato bello esserti amico. Ciao caro Alfonso…
… qui una tua poesia per una delle tante iniziative per l’Irpinia… è una delle foto che ti piaceva molto e mi avevi inviato per uno dei tanti incontri…❤️
*
dopo che ci avete fatto il deserto
e costretto tanti di noi a fuggire
ci siamo ancora scavati la vita
con unghie di zappa e digrigni di denti.
anche dopo che ci avete fatto il deserto
qui tutto ha ancora una cura
di mani scampate al vostro disastro
che ancora ci stanno
a schierarsi a fianco alle cose
e trattenere nomi memorie e persone.
dopo che ci avete fatto il deserto
noi siamo rimasti, ancora noi
gli stessi di sempre, ancora qui
col nostro corpo scarnito
che ha resistito a offese e soprusi
ad assalti e ingiurie, gli stessi di sempre
con ancora dentro una non so quale voglia
di attendere il farsi e disfarsi dei giorni
in un destino di cose che da tempo
sarebbero andate a finire
se non le avessimo proprio noi difese
intrepidi, coi nostri scudi di paglia”.