Invasione di cinghiali sulla spiaggia di Vasto Marina

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Invasione di cinghiali sulla spiaggia di Vasto Marina. Bambini a rischio, interviene la polizia

Dopo Roma e altre città i cinghiali decidono di fare un’invasione balneare sulle spiagge di Vasto. Era già successo lo scorso luglio, quando presso il camping sul mare un branco di cinghiali mise in allarme i campeggiatori. A distanza di un mese nella spiaggia libera di Vasto Marina tra il lido Gabbiano e lido Corsaro, nel bel mezzo del pomeriggio, verso le 18:00 di oggi, improvvisamente sono spuntati due grossi cinghiali che hanno messo in allarme i bagnanti. Gli animali selvatici hanno iniziato una sorta di danza sulla spiaggia che messo in fuga i bagnati. Intere famiglie hanno abbandonato di corsa le postazioni sotto l’ombrellone per riversarsi in acqua, molti altri, temendo soprattutto per i bambini, hanno preferito abbandonare la spiaggia per evitare di essere aggrediti. Il rischio di essere aggrediti da un cinghiale selvatico, può essere devastante e talvolta letale come è avvenuto a Trieste dove un coltivatore 72enne è stato aggredito da un cinghiale, che lo ha ferito seriamente con le zanne. Morsi e colpi tremendi sferrati dal basso verso l’altro mentre era a terra nel suo orto hanno causato la morte del malcapitato. I casi di morte in seguito all’attacco di questi animali pericolosi sono diversi. Oggi, sulla spiaggia di Vasto, anche  grazie all’intervento da parte della Polizia di Stato giunta sul posto in seguito ad una segnalazione telefonica, è stato evitato il peggio. Per ben due volte in pochi mesi, nella cittadina abruzzese, si è sfiorata la tragedia. Occorre un intervento più massiccio da parte degli organi preposti ai controlli per un’azione preventiva che deve garantire al cittadino la sicurezza di potersi muovere liberamente senza rischiare di rimetterci la pelle. Questo stato di allarme oltre a mettere a repentaglio la pubblica incolumità dei cittadini, sta mettendo in grossa difficoltà gli operatori di lidi ed attività commerciali presenti a Vasto Marina che oltre a segnalarlo al comune di Vasto amministrato da Francesco Menna hanno segnalato lo stato di allarme al Prefetto di Chieti. La presenza di questi animali selvatici nelle aree abitate crea potenziali rischi per le persone, senza dimenticare che tale comportamento implica rischi anche per gli stessi animali. Va sottolineato che la presenza di cinghiali nelle aree urbane, spesso è strettamente legata alla disponibilità di scarti alimentari e di rifiuti organici. Il cinghiale è, per sua natura, un animale selvatico e può reagire  mordendo o spingendo violentemente. Inoltre, questa frequentazione comporta rischi per gli animali domestici, cani, gatti ecc, che rischiano di essere aggrediti dai cinghiali con conseguenze anche gravi ed in molti casi, letali. L’Italia è invasa da 2,3 milioni di cinghiali e questo dato ha creato un vero e proprio allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città. Giova a tal proposito un’indagine pubblicata dalla Coldiretti che potrebbe essere molto utile per arginare questo fenomeno inquietante che continua a crescere nel nostro Paese.

Di seguito l’indagine della Coldiretti dello scorso giugno:

Con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali non c’è solo la peste suina, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città con i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani, fra macchine in sosta, carrozzine con bambini e anziani che vanno a fare la spesa.

I branchi dei cinghiali si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute. La situazione è diventata insostenibile in città e nelle campagne con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale.

L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti – pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.

La fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%) considerato poi che nell’ultimo anno è avvenuto un incidente ogni 41 ore con 13 vittime e 261 feriti gravi a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat.

Il 69% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali.

Alla domanda su chi debba risolvere il problema, oltre le metà degli italiani (53%) è dell’opinione che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni. In tale scenario anche l’Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) ha lanciato un appello agli Stati dell’Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l’accesso dei cinghiali al cibo e ridurne del numero di capi per limitare il rischio di diffusione della peste suina africana (psa) che colpisce gli animali ma non l’uomo. “La maggioranza degli italiani considera l’eccessiva presenza degli animali selvatici una vera e propria emergenza nazionale che incide sulla sicurezza delle persone oltre che sull’economia e sul lavoro, specie nelle zone più svantaggiate” denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’esigenza “di interventi mirati e su larga scala per ridurre la minaccia dei cinghiali a livello nazionale”.