Sanità più vicina ai cittadini: arrivano le Case della Comunità in Irpinia

L’Irpinia si prepara a vivere una nuova stagione della sanità territoriale, più vicina, integrata e orientata alla prevenzione. Un progetto ambizioso promosso dall’ASL di Avellino porterà alla nascita di otto nuove Case della Comunità nei comuni di Fontanarosa, Lapio, Montecalvo Irpino, Bisaccia, Castel Baronia, Monteforte Irpino, Moschiano e Montoro. Le Case della Comunità saranno il fulcro della sanità di prossimità, con l’obiettivo di garantire cure tempestive e continue evitando, ove possibile, il ricorso al pronto soccorso. In queste strutture collaboreranno medici di medicina generale, infermieri di comunità e specialisti, creando un presidio unico per l’assistenza quotidiana. Alcuni edifici nasceranno da ristrutturazioni, altri saranno realizzati ex novo, come nel caso del complesso “Parco degli Ulivi” a Moschiano, che ospiterà anche un futuro Ospedale di Comunità. Ma non si tratta solo di nuove costruzioni: grande attenzione è rivolta anche alle realtà già esistenti. Le comunità tutelari di Mirabella Eclano, Prata di Principato Ultra, Sturno e Luogosano potrebbero essere trasformate in Case della Comunità, integrando e potenziando i servizi già presenti. Un modello da seguire è già operativo a Bisaccia, dove il presidio sanitario offre 10 posti letto destinati a pazienti con patologie a bassa intensità clinica. È il prototipo di un Ospedale di Comunità che coniuga assistenza e umanità, parte integrante della Struttura Polifunzionale per la Salute locale.
Questo piano segna una svolta nel modo di intendere la salute pubblica in Irpinia: un passo verso una sanità più accessibile, equa e centrata sulla persona.Il progetto delle Case della Comunità in Irpinia è sostenuto da un investimento complessivo di oltre 23 milioni di euro, finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e i fondi di Coesione della Regione Campania. Le risorse sono state destinate alla realizzazione di 9 Case della Comunità e 3 Ospedali di Comunità, con l’obiettivo di completare i lavori entro il 2026. Tuttavia, accanto all’entusiasmo per le nuove strutture, emergono preoccupazioni legate alla sostenibilità del personale. Il funzionamento efficace di questi presìdi richiederà un numero significativo di medici di medicina generale, infermieri di comunità e personale di supporto. Secondo le stime nazionali, per far funzionare appieno le Case della Comunità saranno necessari fino a 30.000 infermieri e 10.000 unità di supporto su scala nazionale. In Irpinia, come in molte altre aree interne, la carenza di personale sanitario rischia di compromettere la piena operatività delle strutture, vanificando gli sforzi infrastrutturali.

Marika Remondelli