Emergenza ambientale nella Valle dell’Irno: la falda Solofrana-Montorese contaminata da tetracloroetilene
Allarme ambientale in Campania: la falda acquifera che scorre sotto i territori di Solofra e Montoro è stata dichiarata gravemente inquinata da tetracloroetilene (PCE), una sostanza chimica pericolosa utilizzata nei processi industriali e considerata potenzialmente cancerogena. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAC) ha rilevato livelli anomali e pericolosi di PCE in diversi pozzi, costringendo le autorità locali a vietare l’uso dell’acqua per scopi potabili in alcune zone. “È inaccettabile che nel 2025 intere comunità rischino la salute per l’inerzia nei confronti dell’inquinamento ambientale”, ha dichiarato Legambiente Campania. L’esposizione al tetracloroetilene può provocare problemi epatici, neurologici e respiratori, oltre a un rischio aumentato di tumori. L’acqua contaminata rappresenta un pericolo soprattutto per bambini, anziani e soggetti fragili. Dopo la storica sentenza del 26 giugno sul caso Miteni/PFAS in Veneto, Legambiente sollecita bonifica immediata della falda, screening medici gratuiti per la popolazione esposta e individuazione di fonti alternative per garantire acqua sicura. È in fase di attuazione un Piano di Caratterizzazione ambientale con il coinvolgimento dell’Università Federico II, mentre alcune aziende, come Alto Calore spa, stanno utilizzando filtri a carboni attivi per contenere temporaneamente l’inquinamento. Questa vicenda segna un nuovo capitolo nell’urgenza di proteggere le risorse idriche e rivedere le politiche di controllo ambientale. L’acqua è un diritto, non un privilegio—e ogni ritardo nella bonifica rappresenta un rischio per migliaia di cittadini.
Marika Remondelli














































