“Scola, Prima!”: la magia del cinema torna a Trevico per riscoprire le radici di Ettore Scola
Dal 7 al 9 agosto Trevico, borgo dell’Irpinia avvolto da silenzi e panorami eterni, tornerà a respirare il cinema con la prima edizione della rassegna “Scola, Prima!”, tributo al maestro Ettore Scola nel suo paese natale. L’iniziativa, promossa dall’Associazione IrpiniaMia e sostenuta dal Comune di Trevico, celebra il legame profondo tra l’autore e le sue origini, rileggendo attraverso i suoi film il territorio, la memoria e la storia che ne hanno alimentato lo sguardo. Il progetto, curato artisticamente da Silvia Scola e Fabio Ferzetti, con la collaborazione di professionisti di rilievo come Paolo Speranza, Marta Rizzo, Massimo Ghirlanda, Vittorio Giacci, Andrea D’Ambrosio e Umberto Rinaldi, ha ottenuto il primo posto nella graduatoria della sua categoria nel bando della Film Commission Campania, confermando il valore culturale e simbolico della proposta. La rassegna sarà anticipata il 29 luglio da una conferenza stampa presso il Circolo della Stampa di Avellino, con la partecipazione della figlia del regista, Silvia Scola. Sarà il preludio ad un percorso che intende riscoprire le tracce scoliane, partendo da Trevico e dai luoghi che ne hanno plasmato l’immaginario: la nebbia, il freddo, la neve, la semplicità della vita contadina e quei volti segnati dal tempo, che hanno alimentato il suo sguardo empatico verso gli ultimi, i dimenticati, i marginali. Il programma prevede proiezioni all’aperto, dibattiti tra registi e pubblico, masterclass e presentazioni di libri, affiancate ogni sera da stand enogastronomici con prodotti tipici locali, nel segno di un territorio che vuole raccontarsi anche attraverso il gusto e l’incontro. Ad aprire il percorso, la mostra “Mezzo secolo di cinema”, curata da Paolo Speranza, che esporrà locandine storiche dei film di Scola, offrendo uno sguardo visivo sulla sua ricca filmografia. Con “Scola, Prima!” si inaugura non solo una rassegna, ma un modo di fare memoria attiva, valorizzando la cultura cinematografica italiana e il suo rapporto con i luoghi d’origine. Un omaggio che non si limita al ricordo, ma si fa racconto vivo, dialogo, visione condivisa.
Marika Remondelli














































