Ariano incorona i Sovrani: saranno Maurizio Manganiello e Rosy Antonaccio
Lo Nel cuore dell’estate arianese, tra squilli di trombe e passi solenni, la città si prepara a rivivere uno dei momenti più simbolici e affascinanti della sua storia. Le strade si vestiranno di broccati e stendardi, i volti si accenderanno di emozione, e il passato tornerà a farsi presente. Con la proclamazione della coppia regale, tutto è pronto per la 29ª Rievocazione Storica del Dono delle Sacre Spine, un viaggio nel tempo dove fede, tradizione e bellezza si fondono in un’unica grande festa popolare. A vestire i panni di Carlo I d’Angiò e Margherita di Borgogna saranno Maurizio Manganiello, 42 anni, e Rosy Antonaccio, 25 anni, volti scelti da una giuria composta da Grazia Vallone, vicesindaco di Ariano Irpino, Maddalena Pompa, rappresentante dell’Associazione Sante Spine APS, Alfonso Maraia, storico commerciante, Francesca D’Antuono, docente, e Flavia Squarcio, giornalista. La selezione si è svolta in un clima di emozione e coinvolgimento, ponendo attenzione al portamento, al carisma e alla capacità dei candidati di incarnare lo spirito dei sovrani medievali. La manifestazione si terrà nei giorni 11, 12 e 13 agosto, trasformando Ariano Irpino in un palcoscenico a cielo aperto, animato da cortei storici, musiche d’epoca, giochi di fuoco e rappresentazioni teatrali che rievocano il solenne momento della consegna delle Sacre Spine, reliquie che secondo tradizione furono donate da Carlo d’Angiò alla città come segno di devozione e alleanza. Il corteo reale, atteso da centinaia di spettatori, attraverserà il centro storico accompagnato da cavalieri, sbandieratori, giullari e dame, in una processione che mescola rito, spettacolo e memoria. A conclusione degli eventi, il Palio delle Contrade, in programma per il 31 agosto all’Arena Mennea, vedrà le diverse contrade del territorio fronteggiarsi in competizioni ispirate alle tradizioni medievali: prove di forza, giochi di abilità e sfide popolari che rinsaldano l’identità locale e celebrano il senso di appartenenza alla comunità. La Rievocazione non è soltanto un evento culturale, ma un momento in cui la storia prende vita e la città si riunisce sotto il segno dell’orgoglio e della condivisione. Un ponte tra passato e presente, dove ogni gesto racconta la devozione di un popolo alla propria memoria.
Marika Remondelli











































