Valle Ufita: La speranza appesa a un filo
Intervista al sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera
di Marika Remondelli
In un momento storico in cui il tessuto sociale e infrastrutturale delle aree interne è messo a dura prova, il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, lancia un appello accorato. Tra progetti bloccati, fondi mancanti e promesse istituzionali non mantenute, il primo cittadino espone con chiarezza la gravità della situazione. Lo abbiamo intervistato per raccogliere il suo punto di vista e capire quali strade percorrere per invertire la rotta.
“La speranza si sta perdendo”: cosa significa oggi amministrare Grottaminarda?
Spera: «Le nostre comunità sono stanche. Quando mancano l’acqua, i fondi promessi, e soprattutto la chiarezza politica, anche la fiducia viene meno. Non è semplice chiedere pazienza ai cittadini, ma non smettiamo di lottare».
Qual è l’ostacolo principale che impedisce l’avvio della Piattaforma Logistica?
Spera: «C’è una continua rincorsa alle competenze, ai meriti, e spesso ai titoli politici. Intanto, però, il progetto resta fermo. Questo non è più un tema tecnico: è una questione di volontà politica».
La strada Contursi/Lioni/Grottaminarda: da promessa di rinascita a simbolo di abbandono?
Spera: «Quando ho detto che rischia di diventare il “sepolcro” delle aree interne, non l’ho fatto per provocazione. Era una denuncia vera. I lavori infiniti, i fondi che evaporano, e l’assenza di una cabina di regia univoca stanno minando la tenuta del territorio».
Cosa si aspetta dalla Regione e dal presidente De Luca?
Spera: «Ho scritto chiedendo un incontro urgente. Serve una visione condivisa, serve speranza. Ma non una speranza astratta: servono atti concreti, e subito».
La carenza idrica è una ferita aperta: quali soluzioni strutturali immagina per rispondere in modo duraturo a questa emergenza?
Spera: «Bisogna investire in infrastrutture, sì, ma anche cambiare mentalità. Serve una gestione idrica moderna, trasparente e intercomunale. La siccità si combatte anche con la pianificazione e la prevenzione».
Qual è l’umore che raccoglie tra imprenditori e giovani del territorio?
Spera: «Molti ci chiedono solo di poter restare, di non essere costretti a partire. Gli imprenditori sono scoraggiati, ma hanno voglia di fare. Se non interveniamo subito, rischiamo di perdere non solo economia ma anche identità».
Se potesse rivolgere un messaggio diretto ai cittadini della Valle Ufita, cosa direbbe oggi?
Spera: «Di non arrendersi. La rinascita non sarà facile, ma non è impossibile. Abbiamo bisogno di essere uniti, di parlare con una sola voce. E di ricordare che anche dalle crepe può passare la luce».











































