Un presidio civile contro la guerra
I portuali del porto di Genova, organizzati tramite il CALP e il sindacato USB, hanno occupato i varchi portuali — tra cui Ponte Etiopia — per impedire l’entrata e l’uscita della Contship Era, una nave della compagnia israeliana ZIM che dal porto di Marsiglia trasportava circa 14 tonnellate di componenti bellici (munizioni, nastri per mitragliatrici) destinati all’esercito di Israele.
L’iniziativa è stata preceduta da un rifiuto analogo coordinato in Francia: i portuali di Marsiglia/Fos-sur-Mer, aderenti al sindacato CGT, hanno deciso di non caricare i container, definendo la situazione «una complicità con il genocidio in corso a Gaza» . Dopo l’azione dei colleghi francesi, la nave è arrivata a Genova senza il carico bellico, ma i lavoratori genovesi hanno mantenuto alta la vigilanza e organizzato manifestazioni di solidarietà per monitorarne l’eventuale trasferimento.
Da parte dei camalli e dei sindacati è arrivato un messaggio chiaro: «Non contribuiamo alla violenza sotto le nostre bandiere: refuse all’imbarco delle armi» — rifacendosi anche alle leggi nazionali come la legge italiana n. 185/1990, che vieta export e transito di armamenti verso territori dove sono in corso violazioni dei diritti umani.
Iole Palmariello















































