Ponte Rotto, voce del territorio: preserviamo la nostra storia

Elettrodotto Terna a Ponte Appiano, scatta la petizione. di Barbara Ciarcia
L’alta tensione, al momento, è solo quella del morale dei cittadini di Castel del Lago e della vasta frazione del Cubante, nel territorio comunale di Calvi, che si oppongono al passaggio dei tralicci dell’elettrodotto Terna nelle prossimità di Ponte Appiano ( 312 a. C. ) e del tracciato dell’Appia antica, da un anno patrimonio UNESCO. Dopo la nascita del comitato civico in difesa del patrimonio paesaggistico e storico è scattata la petizione popolare contro la scelta del sindaco di Calvi di far deviare il percorso dell’elettrodotto aereo Montecorvino – Benevento da 380 KV spostandolo appunto verso il sito archeologico di Ponte Appiano dove insistono le arcate di epoca romana del manufatto millenario che attraversava il fiume Calore. “E’ l’univo vero bene che abbiamo in zona – fanno sapere in una nota alcuni esponenti del comitato battezzato, non a caso, Ponte Rotto -. E’ una scelta gravissima, e sconcertante, quella dell’amministrazione comunale di Calvi di proporre un tracciato per la linea aerea ad alta tensione in prossimità delle vestigia del ponte, una risorsa, un punto identitario e un potenziale motore attrattivo e di aggregazione, non certo un ostacolo tecnico”. Nelle ultime ore anche le amministrazioni locali di Bonito e Mirabella Eclano, dopo quelle di Venticano ed Apice, stanno valutando seriamente di mobilitarsi in favore della causa portata avanti dal comitato di cittadini di quelle contrade al confine tra Sannio e Irpinia per tutelare il paesaggio, e soprattutto le tracce del passaggio romano in quell’area. Qualche giorno fa c’è stato anche un incontro per delineare le prossime fasi della battaglia da condurre per scongiurare la realizzazione del progetto Terna sulla zona. A molti, in realtà, è parsa assurda e surreale la decisione dell’amministrazione comunale di Calvi di far impiantare dei tralicci, e quindi delle infrastrutture invasive, attorno al manufatto che risale al 312 a.C., è il periodo in cui è stata creata la Regina delle vie dell’Impero Romano, ovvero l’Appia, anziché tutelarlo e preservarlo da siffatte scempiaggini. Allo stato poi, erano all’oscuro di ogni azione a riguardo e l’amministrazione di Bonito e quella di Mirabella Eclano: entrambe solo di recente sono state investite dall’eco della protesta dai toni civili sollevata dal comitato di cittadini che si è fatto promotore di una battaglia di buon senso. Alcuni autorevoli rappresentanti delle due amministrazioni, com’è già avvenuta nei giorni scorsi con quella di Venticano, hanno preso contatti diretti con gli esponenti di spicco del comitato per sapere di più su questa vicenda e capire poi come muoversi eventualmente per scongiurare il passaggio dell’elettrodotto lungo il percorso storico dell’Appia. “Che il tratto in prossimità di Ponte Appiano sarà interrato- affermano sempre in una nota i componenti del comitato civico – è secondario. L’impatto ambientale, paesaggistico, culturale e simbolico resta gravissimo. A questo poi si aggiunga la scelta, sempre incomprensibile, di far passare il tracciato in prossimità dell’abitato della frazione Cubante e nelle immediate vicinanze di Castel del Lago. Possibile che non ci siano alternative a questo percorso? E perché mai, poi, quello originario è stato stravolto e sacrificato solo per favorire qualcuno? Il territorio va difeso rispettato e promosso, mentre l’amministrazione di Calvi sta agendo diversamente svendendolo al primo progetto calato dall’alto”. Dopo la raccolta delle firme i componenti del comitato civico stanno valutando l’idea di organizzare una massiccia mobilitazione nella zona che segna il confine tra Sannio e Irpinia. Qui da giorni c’è chi non dorme più sonni tranquilli pensando a quello che potrebbe avvenire semmai il progetto dell’elettrodotto Terna si concretizzerà.

Barbara Ciarcia