Violente grandinate nel Beneventano: agricoltura in ginocchio, urgente un piano di difesa climatica

Negli ultimi giorni, e in particolare nella giornata di ieri, la provincia di Benevento è stata duramente colpita da violente grandinate che hanno devastato vaste aree agricole, provocando danni ingenti alle colture e mettendo in crisi l’economia rurale locale. Le zone maggiormente interessate sono il Fortore, la Valle Telesina, il Taburno e la contrada San Vitale a Benevento, dove si registrano perdite significative nei vigneti, negli oliveti e nelle coltivazioni di tabacco. I chicchi di grandine, di dimensioni eccezionali, hanno distrutto interi filari di viti, spezzato rami di ulivo carichi di frutti e compromesso irrimediabilmente le foglie e le infiorescenze del tabacco, coltura strategica per molte aziende del territorio. In alcune aree, come San Bartolomeo in Galdo, si stima una perdita del 50% della produzione agricola, con danni che si ripercuoteranno sull’intera filiera agroalimentare. Le associazioni di categoria, tra cui Coldiretti Benevento, CIA Campania e Confagricoltura Benevento, hanno lanciato un appello urgente alle istituzioni affinché venga attivato il Fondo di Solidarietà Nazionale e si proceda con una ricognizione immediata dei danni. Le imprese agricole chiedono misure straordinarie di sostegno economico e l’adozione di strumenti assicurativi più accessibili ed efficaci, in grado di tutelare il reddito agricolo da eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili. Questa ennesima calamità naturale ribadisce la necessità di un piano strutturale di difesa climatica per il comparto agricolo, che non può più essere lasciato solo di fronte alla crescente instabilità meteorologica. Serve una strategia integrata che unisca prevenzione, innovazione tecnologica, formazione e sostegno economico, per garantire la resilienza delle aziende agricole e la sicurezza alimentare del territorio. La grandine non è più un evento eccezionale, ma una minaccia ricorrente. E il Beneventano, cuore pulsante dell’agricoltura campana, non può permettersi di perdere il suo patrimonio produttivo e culturale.

Marika Remondelli