Bonito, il museo che salva la memoria contadina: la straordinaria storia di Gaetano Di Vito
“Una falce arrugginita raccolta da un bambino è diventata il primo tassello di un museo che oggi custodisce l’anima dell’Irpinia. La storia di Gaetano Di Vito e del museo etnografico di Bonito è un viaggio tra memoria, passione e identità.”
A Bonito, in provincia di Avellino, un uomo ha trasformato una curiosità infantile in una missione collettiva. Si chiama Gaetano Di Vito e il suo museo etnografico conserva centinaia di reperti che raccontano la civiltà contadina irpina, salvandola dall’oblio.
Dalla falce arrugginita alla collezione
Aveva dieci anni quando tutto cominciò. Un contadino buttò via una falce, e Gaetano, invece di lasciarla lì, la raccolse. Fu un gesto semplice, ma destinato a diventare il primo passo di una raccolta unica.
“Mio zio, che veniva da Modena, mi fece riflettere sul valore di quegli oggetti”, ricorda oggi. “Così decisi di conservarli per mostrarli agli altri.”
I compagni di scuola ridevano: meglio il pallone che vecchie cianfrusaglie. Ma lui sapeva vedere oltre: ogni arnese era un frammento di vita quotidiana.
Una caccia al tesoro tra memorie e campagne
In bicicletta esplorava casolari e campagne, ascoltava i racconti degli anziani, raccoglieva cocci, chiavi, utensili dimenticati. La collezione crebbe fino a invadere il ripostiglio di casa e la falegnameria del padre, attirando la curiosità di compaesani e visitatori.
Gaetano sfruttava ogni spazio: pareti, soffitti, cassetti, bauli. Tra le sue raccolte si trovano stampe, documenti rari, fotografie storiche, giocattoli d’epoca, pipe in terracotta, pentole di rame, indumenti tradizionali, chiavi forgiate a mano, ceramiche e utensili artigianali ormai scomparsi. Non mancano reperti di arte sacra, strumenti medici e oggetti legati alla guerra: elmetti, uniformi, maschere antigas.
Tra i pezzi più curiosi spicca il coperchio ricavato da una lamiera di un aereo caduto a Bonito durante la Seconda guerra mondiale: un contadino lo trasformò in utensile da cucina, simbolo di un’epoca in cui nulla andava sprecato. Gaetano conosce origine e provenienza di ciascun pezzo e li racconta con passione, restituendo loro un’anima.
Il sogno trova casa
Negli anni il museo cambiò più volte sede, crescendo insieme alla collezione. La svolta arrivò quando due sorelle, Ermelinda e Rosaria Pagella, decisero di donargli la loro abitazione. Insieme a quella, Gaetano ricevette anche un palazzo nobiliare appartenuto al musicista Crescenzo Buongiorno, amico di Puccini. L’edificio, con arredi e strumenti originali, divenne la sede definitiva del museo.
Ma per Gaetano quella casa non è solo un’esposizione: è anche il luogo in cui vive. Nella stanza che un tempo apparteneva alle sorelle Pagella c’è il suo letto, e lì trascorre le notti circondato dagli oggetti raccolti in una vita intera. Dice di sentirsi protetto da loro, come se lo ringraziassero di aver dato una collocazione a ciò che altrimenti sarebbe andato perduto. Per lui ogni reperto ha pari dignità, perché ognuno racconta un pezzo di storia.
Una finestra sulla vita di ieri
Oggi il museo restituisce scorci di quotidianità delle generazioni passate: dalle stoviglie comunitarie alle “spase e spasette”, dalle “ammole” per bere agli orci decorati, fino agli strumenti di lavoro, ai giocattoli in latta e alle chiavi di ferro battuto. Ogni oggetto testimonia mestieri, tradizioni e ingegno popolare che hanno plasmato l’identità contadina.
Un’eredità per il futuro
Molti antiquari gli hanno offerto cifre importanti, ma Gaetano non ha mai ceduto nulla.
“Non ho mai fatto questo per soldi. Il mio sogno è creare una fondazione che custodisca tutto e lo tramandi ai miei nipoti e alle generazioni future.”
Il museo di Gaetano non è un semplice deposito di cose antiche: è un ponte tra passato e presente, un viaggio nella memoria collettiva che diventa patrimonio condiviso. Con i suoi racconti online continua a intrecciare memoria e futuro, trasformando una passione personale in un’eredità per tutta la comunità.











































