Grottaminarda i nuovi “schiavi” egiziani sul cantiere dell’Alta Velocità Napoli-Bari
Un sistema tentacolare che salda il malaffare dei pubblici appalti allo sfruttamento schiavistico della manodopera e al cedimento strutturale delle grandi opere. È questo il quadro tracciato dalla Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sull’infrastruttura ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari, culminata in un’ordinanza di misure cautelari a carico di venti soggetti, tra imprenditori e funzionari pubblici. L’operazione, coordinata dal pubblico ministero Henry John Woodcock e avallata dal giudice per le indagini preliminari, svela una sistematica violazione delle prescrizioni tecniche e contrattuali lungo le tratte strategiche Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano.
Il Dominio del Cartello Corruttivo e il Meccanismo Illecito
Il dispositivo cautelare disposto dal Gip — che comprende dieci arresti domiciliari, sette obblighi di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria e tre provvedimenti interdictivi di sospensione dai pubblici uffici — fotografa una rete di scambi sinallagmatici illeciti finalizzati ad agevolare determinate imprese nell’aggiudicazione, esecuzione e contabilizzazione delle commesse. In cambio dei favori amministrativi e tecnici, i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio avrebbero beneficiato di utilità di varia natura: da beni di lusso quali orologi pregiati e device tecnologici a soggiorni esclusivi, fino a mazzette in contanti occultate con collaudata spregiudicatezza all’interno di confezioni e box natalizi. Parallelamente, il provvedimento giudiziario ha disposto il sequestro preventivo delle somme costituenti il profitto dei reati di corruzione, mentre l’impianto accusatorio contesta a vario titolo i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, caporalato e emissione di fatture per operazioni inesistenti, queste ultime strumentali alla creazione di fondi neri destinati alle dazioni illecite.
Le Criticità Strutturali: Calcestruzzo Non Conforme e Gestione illecita degli Scavi
L’inchiesta giudiziaria non si limita a perseguire le condotte corruttive, ma squarcia il velo su gravi anomalie nell’esecuzione materiale delle opere ingegneristiche:
- Substandard strutturale: I carotaggi eseguiti su manufatti non ancora collaudati hanno evidenziato una resistenza a compressione del calcestruzzo inferiore alle soglie capitoline (con rilevazioni critiche comprese tra 29 e 32 N/mm²), riconducibili a un errato dosaggio degli additivi, all’addizione non autorizzata di acqua e ad anomalie nella logistica di preparazione e trasporto del conglomerato cementizio.
- Violazioni ambientali: Le verifiche sulla gestione dei materiali di scavo avrebbero documentato lo smaltimento irregolare di terre e rocce contenenti tracce di amianto, declassate fraudolentemente a rifiuti non pericolosi.
La Piaga del Caporalato nei Cantieri di Lavoro a Grottaminarda
Accanto ai profili economico-patrimoniali, gli inquirenti hanno acceso i riflettori su gravi violazioni della legislazione sociale e giuslavoristica. Nel cantiere di Grottaminarda, i finanzieri hanno documentato lo sfruttamento intensivo di trentaquattro lavoratori di origine egiziana. Gli operai risultavano sottoposti a regimi di turnazione estrema — con sessioni lavorative protratte fino a venti ore giornaliere e finestre di riposo ridotte a tre o quattro ore — in totale spregio delle norme in materia di igiene, sicurezza sul lavoro, minimi retributivi contrattuali e regolarità della documentazione di soggiorno e della formazione antinfortunistica.
L’Analisi del Procuratore Gratteri: “I Subappalti sono l’Anello Debole”
A margine della ventiduesima edizione del Premio Giancarlo Siani, il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha offerto una lettura tranchant delle dinamiche illecite che affliggono i grandi investimenti infrastrutturali del Paese: “È il sistema normativo, soprattutto nella sua funzione preventiva, che non funziona. L’idea aprioristica secondo cui per qualsiasi opera pubblica si debba ricorrere sistematicamente al subappalto rappresenta una criticità strutturale.”Il magistrato ha evidenziato co me la frammentazione della catena dei contratti derivati costituisca il terreno di elezione per la penetrazione criminale e la corruzione: “Sappiamo che a ogni passaggio, a ogni step contrattuale, corrisponde una contrazione dei margini di profitto e, parallelamente, l’inserimento della mazzetta a discapito della conformità dell’opera. Le mafie, i faccendieri e gli ingordi si concentrano chirurgicamente là dove vi è da gestire denaro e potere”.















































