Montevergine, la festa di settembre: fede, tradizione ed identità
Mercogliano (AV) – Ogni anno, l’8 settembre, il Santuario di Montevergine si veste a festa per onorare la Madonna, detta anche Mamma Schiavona, una delle icone mariane più venerate del Sud Italia. La ricorrenza, che coincide con la Natività di Maria, richiama migliaia di pellegrini provenienti non solo dall’Irpinia, ma da tutta la Campania e dalle regioni limitrofe.
Il culto della Madonna di Montevergine affonda le radici nel Medioevo. Secondo la tradizione, l’effigie custodita nel santuario, un’antica icona bizantina, sarebbe miracolosa e protettrice dei popoli del Sud. Il titolo di Mamma Schiavona deriva dall’accoglienza che la Vergine avrebbe sempre riservato agli emarginati, agli schiavi e ai più poveri, rendendola così la “madre di tutti”.
Il momento clou delle celebrazioni è la solenne Processione che accompagna la statua della Vergine lungo il piazzale del santuario. La liturgia è scandita da canti popolari, preghiere e gesti di forte religiosità popolare, mentre i pellegrini – molti dei quali giunti a piedi dopo ore o giorni di cammino – rinnovano il proprio atto di fede.
Oltre alle cerimonie religiose, la giornata si arricchisce di elementi folklorici: musiche popolari, suoni di ciaramelle e tamburelli, danze tradizionali che testimoniano la fusione tra devozione e cultura contadina.
Il santuario, situato a oltre 1200 metri sul Partenio, è da secoli meta di pellegrinaggi. La festa di settembre non ha soltanto un valore religioso, ma rappresenta anche un momento di identità collettiva per l’Irpinia e l’intero Mezzogiorno.
In un tempo in cui le tradizioni rischiano di perdersi, Montevergine continua ad essere un punto di riferimento spirituale, culturale e sociale, confermando la forza di un culto capace di rinnovarsi ed attrarre generazioni diverse. Iole Palmariello segui:tgnewstv.it














































