Betta Follo ha 18 anni e frequenta l’ultimo anno del Liceo Imbriani di Avellino. È una ragazza semplice, solare e determinata, che vive pienamente la quotidianità della sua città tra scuola, amicizie e passioni personali. Ama stare a contatto con le persone, confrontarsi con gli altri e mettersi sempre in gioco nelle nuove esperienze. La sua candidatura nasce dalla voglia di partecipare attivamente alla vita della comunità e di dare il proprio contributo con entusiasmo, idee nuove e spirito positivo.
- Cosa ti ha spinto a candidarti?
Ho deciso di candidarmi perché credo che i giovani non possano limitarsi a osservare le decisioni prese dagli altri, ma debbano diventare parte attiva della vita della città. Avellino ha bisogno di energie nuove, idee concrete e persone disposte ad ascoltare davvero i cittadini. Ho scelto di mettermi in gioco perché penso che il cambiamento passi anche dalla partecipazione di chi vive quotidianamente i problemi e le potenzialità del territorio.
- Come pensi si possano sensibilizzare i ragazzi riguardo le questioni comunali?
Per sensibilizzare i ragazzi sulle questioni comunali bisogna prima di tutto avvicinare la politica al loro linguaggio e alla loro vita quotidiana. Spesso si pensa che il Comune sia qualcosa di distante, ma in realtà influisce su trasporti, scuole, eventi, spazi pubblici e opportunità lavorative.
Servono incontri nelle scuole, momenti di confronto nei quartieri, utilizzo intelligente dei social e soprattutto esempi concreti di partecipazione. I giovani si coinvolgono quando capiscono che la loro voce può incidere davvero.
- Cosa ti aspetti da questa tua esperienza?
Da questa esperienza mi aspetto una crescita personale e collettiva. Voglio imparare ad ascoltare meglio le esigenze delle persone, confrontarmi con realtà diverse e acquisire competenze utili per contribuire concretamente alla città. Allo stesso tempo spero di portare entusiasmo, spirito propositivo e una visione più vicina alle nuove generazioni. Credo che ogni esperienza politica debba lasciare qualcosa sia a chi la vive sia alla comunità.
- Immagina di incontrare un ragazzo che vorrebbe andare via da Avellino. Cosa gli diresti per rimanere?
Gli direi che capisco perfettamente la voglia di andare via, perché tanti giovani oggi cercano altrove opportunità che qui spesso mancano. Però gli direi anche che Avellino ha bisogno di persone che credano nel suo futuro.
È una città con grandi potenzialità, a misura d’uomo, con una forte identità e risorse culturali e sociali che spesso vengono sottovalutate. Restare non deve significare accontentarsi, ma contribuire a costruire una città migliore, dove i giovani possano finalmente sentirsi valorizzati.
- Di cosa ha realmente bisogno Avellino?
Avellino ha bisogno soprattutto di visione, programmazione e fiducia. Serve una città più viva, più moderna e più vicina ai cittadini. C’è bisogno di investire nei giovani, nel lavoro, negli spazi di aggregazione, nella cultura e nei servizi essenziali.
Ma soprattutto c’è bisogno di ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, perché troppe persone oggi si sentono lontane dalla politica e poco ascoltate.
- Quali sono le prime tre cose che Laura Nargi dovrebbe fare una volta diventato Sindaco?
Le prime tre cose che Laura Nargi dovrebbe fare da sindaco sono:
1 Ascoltare realmente i cittadini e aprire un confronto costante con quartieri, associazioni e giovani;
2 intervenire subito sul decoro urbano e sui servizi essenziali, perché la qualità della vita passa anche dalle piccole cose quotidiane;
3 Creare opportunità concrete per i giovani, attraverso spazi, eventi, formazione e sostegno a chi vuole lavorare e investire ad Avellino.

















































