Lacedonia, carabinieri chiamati durante la contrattazione sindacale: sindacati chiedono la rimozione della dirigente scolastica
Gilda e ANIEF denunciano condotte antisindacali, violazioni della privacy, opacità sui fondi PNRR e uso improprio di studenti minorenni all’Omnicomprensivo “De Sanctis”.
Lacedonia (AV) – Una seduta di contrattazione sindacale conclusa con l’intervento dei Carabinieri, chiamati da Gino Melchionna, segretario provinciale FGU Avellino. Non è uno scenario da film, ma quanto accaduto all’Istituto Omnicomprensivo “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, in provincia di Avellino, dove le organizzazioni sindacali GILDA-UNAMS e ANIEF hanno dovuto ricorrere alle forze dell’ordine per far verbalizzare una serie di presunte violazioni procedurali imputate alla Dirigente Scolastica Rosa Cassese, attualmente in reggenza a Lacedonia e titolare dell’I.C. “Cimarosa” di Napoli. È quanto emerge dal comunicato stampa congiunto firmato dalle due sigle sindacali, che ricostruisce una situazione definita ormai “insostenibile” e chiede l’intervento immediato del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il verbale strappato e i carabinieri in presidenza
Il fatto scatenante risale a una recente seduta di contrattazione d’istituto. Secondo quanto denunciato dalle sigle sindacali nel comunicato, la dirigente Cassese avrebbe impedito ai rappresentanti della Gilda e di ANIEF di apporre le proprie firme e di inserire note a verbale, come previsto dalla normativa vigente. Il rappresentante ANIEF, in particolare, intendeva formalizzare per iscritto alcune osservazioni sulla riunione.
La situazione è degenerata quando la dirigente avrebbe sottratto fisicamente il documento dalle mani dei delegati, per poi ritirarsi in presidenza. Pochi minuti dopo, il verbale è apparso pubblicato sull’albo sindacale online: privo delle firme delle organizzazioni che avevano legittimamente partecipato al tavolo negoziale.
Di fronte a questo scenario, i sindacalisti non hanno avuto altra scelta: hanno chiamato i Carabinieri per far rilevare e verbalizzare le violazioni. Un atto estremo, che fotografa con precisione il livello di tensione istituzionale raggiunto all’interno dell’istituto irpino, e che le sigle sindacali hanno voluto mettere nero su bianco nel loro comunicato ufficiale.
335.000 euro di fondi PNRR senza rendiconto trasparente
Tra i nodi più spinosi sollevati nel comunicato sindacale c’è quello della gestione finanziaria opaca dei fondi PNRR, per un ammontare che si aggirerebbe attorno ai 335.000 euro. Le rappresentanze dei lavoratori denunciano il rifiuto sistematico del DSGA di esibire le rendicontazioni relative a tali risorse, gestite nel massimo riserbo tra Presidenza e Direzione Amministrativa.
La mancanza di trasparenza si estende, secondo i sindacati, anche alle donazioni destinate al Museo MUDAPP e a tutti gli altri progetti in essere nell’istituto, rendendo di fatto impossibile qualsiasi forma di controllo condiviso da parte delle rappresentanze dei lavoratori.
Violazioni della privacy
Il comunicato firmato da GILDA-UNAMS e ANIEF tocca terreni ancora più delicati, che riguardano direttamente la tutela degli studenti. Durante un’assemblea del personale, alla presenza dei collaboratori della dirigente, sarebbe stato fatto circolare un foglio contenente dati personali sensibili dei lavoratori, in violazione della normativa sulla privacy. La dirigente, assente in quell’occasione, ha negato ogni responsabilità per iscritto, ma i sindacati sostengono che quei dati siano fuoriusciti direttamente dagli uffici amministrativi dell’istituto.
Lo scontro col Comune: la scuola chiusa senza il Sindaco
A inasprire i rapporti con il territorio è arrivata la decisione unilaterale della dirigente di chiudere per due giorni un plesso scolastico a causa di un guasto ai riscaldamenti. Una scelta che, secondo quanto si legge nel comunicato sindacale, costituisce un chiaro abuso di potere: per legge, l’ordinanza di chiusura di un edificio scolastico spetta esclusivamente al Sindaco. Un atto che configurerebbe le ipotesi di danno erariale e interruzione di pubblico servizio.
Il precedente napoletano
Il caso di Lacedonia non nasce dal nulla. La dirigente Cassese, titolare all’I.C. “Cimarosa” di Napoli, è già stata al centro di inchieste giornalistiche mai smentite relative a gravi tensioni nelle scuole napoletane. Come documenta la stampa locale campana, situazioni analoghe di profondo disagio istituzionale — con genitori in protesta, insegnanti senza supporto e studenti disabili privi delle strutture minime di accesso — avrebbero già caratterizzato la sua gestione in altri istituti.
I sindacati, nel loro comunicato, sottolineano con forza come quello descritto a Lacedonia non sia un episodio isolato, ma un modus operandi consolidato: gestione verticistica, scarsa trasparenza amministrativa, disattenzione verso le fasce più vulnerabili della comunità scolastica.
La richiesta: rimozione immediata e intervento del Ministero
Nel comunicato stampa congiunto diffuso oggi, GILDA-UNAMS e ANIEF chiedono formalmente e con urgenza:
- La rimozione immediata della dirigente Cassese dall’incarico di reggenza presso l’Omnicomprensivo “De Sanctis” di Lacedonia;
- L’accertamento delle responsabilità dello staff di collaborazione e del personale amministrativo coinvolto;
- L’intervento urgente del Ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania.
Le sigle sindacali si riservano di adire le vie legali nelle sedi competenti, a tutela dei lavoratori, degli studenti e delle istituzioni scolastiche. Il comunicato è firmato congiuntamente da Federazione GILDA-UNAMS e ANIEF e sarà inviato alle principali testate giornalistiche nazionali e alle riviste specializzate del settore scolastico.














































