Il 12 ottobre ha rappresentato una ricorrenza speciale per la Chiesa cattolica: la festività di  San Carlo Acutis; il primo “santo millenial” che ha saputo lasciare un segno profondo nella spiritualità contemporanea attraverso una testimonianza di fede  vicina al linguaggio soprattutto delle nuove generazioni.

Scomparso il 12 ottobre 2006, a soli 15 anni, Carlo Acutis è diventato un simbolo di santità capace  di parlare soprattutto al mondo moderno. La sua storia si distingue proprio per un elemento particolarmente innovativo: l’aver intuito, già nei primi anni 2000 le potenzialità di Internet come strumento per diffondere il messaggio cristiano e avvicinare così le persone alla fede, in particolare i giovani.

 Appassionato di informatica, utilizzò  le proprie competenze tecnologiche  per mettere le sue capacità anche al servizio della Chiesa. Per il “santo della rete”, la tecnologia non era in contrasto con la fede: poteva diventare al contrario, uno strumento prezioso per comunicare il Vangelo in modo accessibile e coinvolgente.

Tra le iniziative più significative realizzate dal giovane santo, vi è la creazione di una Mostra Internazionale dei  Miracoli Eucaristici, frutto di un accurato lavoro di ricerca e organizzazione di materiali. Attraverso un sito Internet dedicato e contenuti multimediali,  Carlo Acutis rese possibile la conoscenza di testimonianze eucaristiche provenienti da diversi Paesi, offrendo così a un pubblico in gran parte giovanile l’opportunità di  approfondire, approfondire un aspetto centrale della fede cattolica. Un progetto importantissimo questo di Carlo Acutis, dal quale gli derivò principalmente l’appellativo di “patrono di internet”: immagini, testi e strumenti informatici potevano contribuire a rendere accessibili argomenti religiosi anche a chi,  difficilmente sarebbe entrato in contatto con essi.

Oggi, nell’epoca dei social network, delle piattaforme digitali e della comunicazione istantanea, l’esperienza di San Carlo Acutis assume un significato più che mai attuale.

Un messaggio rivoluzionario che Carlo Acutis ci ha inviato attraverso la propria vita: la tecnologia può essere anche al servizio della fede.

                                                                                                            Iole Palmariello