Scuola – Tutti in Gae nel 2017: il Governo inizia l’esame in Senato

2479

Nel Decreto Mille-proroghe, in esame al Senato, si parla molto di scuola e soprattutto di precari, ai quali il Governo dovrà fornire risposte concrete circa la fase transitoria.

A sostegno del popolo die precari scende in campo con forza l’ANIEF, L’Associazione guidata da Marcello Pacifico chiede chiarezza ed azioni per i non assunti dell’ultimo concorso a cattedra e per la gestione delle GAE.
ANIEF – Bisogna consentire aggiornamento e inserimento in GaE, nel 2017, a tutti gli abilitati ed educatori, nonché allineare organico di fatto a quello di diritto e sbloccare le assunzioni; bisogna, inoltre, assumere a tempo indeterminato anche su posti in deroga di sostegno, nonché promuovere il piano straordinario di immissioni in ruolo con potenziamento infanzia e Ata. È necessario, poi, bandire i concorsi a DS, DSGA, TFA, riaprire il Concorso a cattedra ai laureati e liberare i posti per vincitori/idonei prorogando le GM. Queste sono alcune delle proposte illustrate ai senatori, in questi giorni, dal presidente Anief. Intanto, anche la Corte di Appello di Milano respinge il ricorso del Miur e conferma il reinserimento in GaE di una docente cancellata.
E’ del tutto evidente che i precari della scuola vivono una nuova fase transitoria, sia coloro che potevano essere assunti dall’ultimo concorso o dalle GaE e non lo sono stati, sia coloro che vorrebbero essere assunti ma non possono perché, sebbene abilitati, sono esclusi dal doppio canale di reclutamento; per non parlare, poi, del personale ATA o degli educatori dimenticati negli ultimi anni.
La fase transitoria, per i docenti precari, è sotto gli occhi di tutti: non si parlerà per un po’ di nuovi concorsi a cattedra, visto che ancora l’ultimo non si è completato al netto delle prove suppletive previste in primavera. La delega sulla formazione iniziale e reclutamento difficilmente vedrà la luce in questa legislatura; intanto, il perdurante disallineamento tra domanda e offerta dovuto al blocco dell’aggiornamento delle GaE, al mancato inserimento di personale abilitato, alla contrazione degli organici e alla falsa individuazione dell’organico di diritto, produce nuovo precariato con sempre più numerose e certe condanne del Miur al pagamento di scatti stipendiali, mensilità estive, risarcimenti, spese legali. Produrre ancora precariato è, pertanto, anti-economico per lo Stato.
L’aggiornamento annuale delle GaE permetterebbe a ogni docente di scegliere dove essere assunto in base al punteggio – merito e alla vacanza dei posti. La riapertura delle GI nel 2017, anche ai laureati, da cui si attinge ormai per la maggior parte dei contratti annuali (rectius, al 30 giugno), è un primo segnale positivo; a questo, tuttavia, deve seguire la riapertura delle GaE e l’inserimento in fascia aggiuntiva di tutti gli abilitati, senza l’attesa costante delle decisioni dei giudici, come nel caso dei diplomati magistrale che si sono rivolti ai legali dell’Anief.
Le graduatorie di merito dell’ultimo Concorso a cattedra devono essere prorogate poiché sono scomparsi, a causa della mobilità straordinaria, quei posti banditi da ripristinare perché individuati, illo tempore, come vacanti e disponibili.
L’attuale organico di sostegno deve essere attribuito integralmente al personale di ruolo senza più assegnare posti in deroga a supplenti per più di un anno, contrariamente al 70% ad oggi utilizzato. Un posto in deroga assegnato per più anni deve essere inserito in organico di diritto.
Se il potenziamento ha un senso, non ne ha avuto, invece, non assegnarlo alla scuola dell’infanzia o al personale ATA senza il quale tutte le attività extracurriculari di ampliamento dell’offerta formativa non possono essere svolte; per non parlare, poi, del fatto che tra falso organico di fatto, posti accantonati e turn over si potrebbero sbloccare subito migliaia di assunzioni.
Sono alcune proposte, suggerite dal buon senso: basta utilizzare, in alcuni casi, risorse già stanziate e, in altri, soluzioni coerenti, per esempio, sulla riapertura delle GaE, a più riprese disposte dal Legislatore nel 2008 e nel 2012, proprio nel Mille-proroghe.