Pompei: La casa dei casti amanti apre in occasione della festa degli innamorati

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Un viaggio a ritroso nel tempo, fino a ora riservato solo agli specialisti; la domus prende il nome da un quadretto affrescato sulla parete di fondo di un triclinio, la stanza da pranzo di una vasta casa su via dell’Abbondanza: un uomo e una donna che si baciano sdraiati sui letti triclinari durante il banchetto, i “casti amanti” appunto. Scavata del 1987, visitabile per 8 mesi nel 2010 solo su prenotazione, la domus (in realtà un intero isolato, con abitazioni e un panificio) non è mai stata aperta al pubblico.
Per poter visitare la Casa dei Casti Amanti bisognerà attendere la fine del 2020. In quelle stanze e in quel giardino sono entrati il minestro dei Beni culturali Franceschini e Carina Cretu, commissaria europea che ha la supervisione sul Grande progetto Pompei,  il piano dal 105 milioni di euro cofinanziato dall’Ue. A loro sarà illustrato il progetto da 10 milioni di euro che prevede il restauro e il completo rifacimento delle coperture.
Grazie al  grande progetto Pompei, la Soprintendenza ha deciso di intervenire e
prima dell’inizio dei lavori, Osanna ha deciso di offrire un’ultima occasione per entrare nella domus: una visita a gruppi di 20 persone nel weekend di San Valentino, un omaggio agli innamorati dall’11 al 14 febbraio. Chi entra a Pompei troverà il cancello aperto su via dell’Abbondanza, salirà le scale metalliche che conducono alle passerelle, e potrà guardare il panificio e le stanze affrescate, così come il giardino porticato, dall’alto.

Un approccio, questo della visita su due livelli, che resterà anche al termine dei restauri. La principale novità riguarda l’eliminazione di tutti i ponteggi e i tubi ora poggiati sui pavimenti antichi o sul terreno non scavato, una foresta di ferro.
“Realizzeremo un’unica campata di copertura” spiega l’architetto Michele

 Granatiero dell’Unità Grande progetto e responsabile unico del procedimento. “In ciascuno dei due vicoli che delimitano l’isolato – aggiunge – saranno posizionati, previo saggi archeologici, sei pali per reggere la struttura reticolare con copertura in alluminio, con vetro in corrispondenza delle cinque aree scoperte. Ma prima di smontare i puntelli esistenti, vanno messe in sicurezza le murature e realizzati scavi per completare i percorsi”.
Appuntamento al 2020.