Roma – Donne e Scienza, la lunga strada verso la parità di genere

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Roma – In poche riescono a occupare ruoli manageriali. Nonostante i passi in avanti verso la parità di genere, le donne sono ancora sfavorite sia dal punto di vista economico sia politico. A fare una fotografia della situazione, il Global Gender Gap Report (rapporto sul divario di genere), l’indagine internazionale del Word Economic Forum che dal 2006 analizza il livello di disparità tra uomini e donne, attraverso la valutazione del grado di istruzione, salute, tasso di sopravvivenza, partecipazione economica e responsabilità politica.

Sebbene i dati di questi ultimi dieci anni evidenzino un sensibile miglioramento nei campi della salute e dell’istruzione, nessun paese ha ancora raggiunto la parità dal punto di vista economico e politico.
Il divario economico, infatti, si differenzia da paese a paese, come anche le soluzioni da mettere in campo. Se per i paesi del Medio Oriente e Nord Africa, la soluzione potrebbe essere quella di consentire alle donne di lavorare fuori casa, per gli Stati Uniti potrebbe essere quella di far accedere più donne a posizioni al vertice, con stipendi adeguati all’incarico.
Migliore il quadro dell’Arabia Saudita che, nonostante il noto divario di genere, nell’indagine risulta tra i paesi con maggiori progressi nella partecipazione economica delle donne. Qui, non solo il numero delle donne laureate è in aumento, ma il governo in questi ultimi anni ha anche incoraggiato l’impiego femminile.
Il rapporto ha, inoltre, evidenziato che il reddito di un Paese non sempre va di pari passo con il livello di uguaglianza. Mentre paesi ricchi come il Giappone, Corea del Sud e Kuwait si classificano in fondo alla lista per quanto riguarda l’uguaglianza, le Filippine e il Nicaragua sono molto più attente alla parità di genere, tanto da rientrare nei primi 15 posti. E se i paesi mediorientali e nordafricani hanno fatto meno progressi, soprattutto nella partecipazione economica, in Cina le donne partecipano all’economia in misura maggiore rispetto all’India, che però ha un minore divario politico.
Diminuisce, invece, il divario nel campo dell’istruzione: il 20% delle nazioni offre pari opportunità di accesso, mentre nel 2006 la percentuale era del 14%. A oggi, è ancora l’Africa subsahariana a restare l’area geografica con divario maggiore.
La disparità nel campo della salute è aumentata soprattutto nelle grandi economie come l’India e la Cina, allargando così il gap globale.
Anche se, in generale, l’indice del divario di genere si è ridotto negli ultimi 10 anni nei paesi come Islanda, Slovenia, Francia, Nicaragua, Bolivia e Nepal, è aumentato invece in Croazia Sri Lanka, Slovacchia, Mali e Giordania.
Entrando poi nel campo delle discipline scientifiche, i pregiudizi sull’attitudine femminile per fisica, matematica, chimica sembrano non tramontare mai.
Solo l’11% degli alti incarichi accademici in Occidente è occupato da scienziate. In Italia, oggi, le donne ricoprono il 22% delle posizioni lavorative negli enti di ricerca. Percentuale che si assottiglia salendo ai ruoli dirigenziali. In Europa solo un quinto raggiunge livelli apicali di carriera.
Da qui l’idea di aprire questo numero della newsletter con il progetto Treasure (Training, Research and Applications network to Support the Ultimate Real time high accuracy EGNSS solution, che vede come partner anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che sulla parità di genere si prefigge di raggiungere il 50% di ricercatrici nel reclutamento di giovani studiosi. Per raggiungere il ruolo della donna nel mondo della ricerca, il progetto prevede anche l’attivazione di un Gender Officer. In questo numero si parlerà poi di psicologia dell’emergenza (come aiutare la popolazione dopo un terremoto), della ricerca dei precursori dei grandi terremoti, del progetto KnowRISK e  di quando Sant’Oronzo fece la grazia nel terremoto salentino del 1743. Tra le novità, una mappa del suolo della città del Messico grazie a una applicazione satellitare, il lancio del Consorzio di Ricerca Europeo EMSO ERIC, il Map Journal 2016 dei terremoti e gli appuntamenti al faro del Mediterraneo per parlare di vulcano-sismologia e alla Città della Scienza di Napoli con Futuro Remoto. Un viaggio nel passato con il tromometrografo Omori-Alfani e, per finire, due novità editoriali: “Marsica 1915 – L’Aquila 2009: un secolo di ricostruzioni” e l’articolo uscito su Quaderni di Geofisica “Un terremoto simulato per un’emergenza vera”.