Cava de’ Tirreni (SA) – A Cava con Domenico Lucano, il Sindaco della Pace

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Cava de’ Tirreni  – Il 25 febbraio prossimo, alla Giornata della Pace, indetta da Papa Francesco a gennaio, ma celebrata dall’Arcidiocesi Amalfi-Cava e dal suo Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli con un opportuno spostamento, sarà a Cava un ospite d’eccezione, Domenico Lucano, Sindaco di Riace, che una prestigiosa rivista americana, Fortune, ha inserito (unico italiano insieme con Papa Francesco!) tra i cinquanta leader politici mondiali più importanti.

Nel suo territorio infatti ha creato un modello per affrontare l’accoglienza dei migranti e la loro integrazione attraverso abitazioni e lavoro, smuovendo tutta l’economia del territorio per le nuove opportunità createsi. Quello proposto e realizzato da lui è un modello possibile di fraternità attiva e di incontro pacifico e non violento tra popolazioni diverse: un esempio alternativo, quanto mai necessario in questi tempi oscuri di rifiuti, paure, e razzismi striscianti
Altri tre momenti estremamente significativi arricchiranno la manifestazione. Dopo il corteo, che dalle 17,30 alle 18,45 circa procederà da Piazza San Francesco a Palazzo di Città, ci sarà l’opportunità di venire a contatto con l’accoglienza sia di venti africane, quasi tutte ragazze molto giovani, realizzata dal Convento cavese dei Cappuccini di San Felice, sia  di una famiglia intera di profughi siriani a Salerno, organizzata presso il Convento dei Francescani di Salerno da un gruppo misto di monaci e associazioni solidali.
Infine, nel corso della serata, da Antonio Armenante, Coordinatore del Punto Pace Pax Christi di Cava de’ Tirreni (uno dei promotori dell’intera manifestazione) sarà proposta la firma di un appello ai consigli comunali del territorio perché sostengano a livello nazionale la richiesta di ridurre le spese per gli armamenti a favore delle risorse di utilità sociale (bonifiche, argini, ospedali, etc.).
L’intero evento sarà uno stimolo ed un’apertura di finestra per una Città come Cava de’ Tirreni che, pur avendo già una serie di esperienze concrete alle spalle, deve ancora attrezzarsi per soddisfare l’accoglienza eventuale di centosessanta migranti, secondo il numero previsto dalla ripartizione regionale. Questa situazione però sta scatenando anche fermenti polemici in direzione opposta, come dimostrato dalla recente petizione popolare che chiede di considerare già esaustiva l’ospitalità delle ragazze nigeriane, senza tuttavia tenere conto che questo è il risultato non degli accordi politici regionali, ma di un’iniziativa privata dell’Ordine.