Vallata (AV) – L’ 8 marzo, per ricordare la forza e la dignità delle donne

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Vallata – Donna: nonna, madre, moglie, figlia, l’8 marzo si festeggia la Giornata Internazionale della Donna.

Quali siano le sue origini tra leggenda e racconti non importa: quel che è certo è che a partire dal 1909 la Giornata è stata istituzionalizzata, negli anni, in tutto il mondo occidentale per ricordare le rivendicazioni di libertà delle donne, le discriminazioni che hanno subito per millenni, le violenze, i diritti ottenuti e quelli ancora da conquistare. La Giornata della Donna ha un suo significato profondo: di donne che combattono, ogni giorno, per la difesa della propria dignità, in ogni aspetto della vita.

E’ un modo per non dimenticare, che i diritti che le donne hanno acquisito, derivano da lotte che hanno portato a martiri e ingiustizie; per ricordare la loro provenienza: “la donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”, così come viene citato in un racconto di  Shakespeare.
Tuttavia con il trascorrere degli anni, quello che era nato come un giorno che serviva a celebrare i diritti delle donne, a innalzare il loro ruolo nella storia, per celebrare il loro coraggio e la loro determinazione, è ora un giorno che è stato completamente stravolto, che è andato scemando, lasciando posto a un consumismo irrefrenabile, perdendone così il vero significato. Oggi, è preoccupante la mercificazione della donna in ogni ambito, dalla televisione ai giornali, alla politica, privilegiando sempre l’apparenza alla sostanza. Una società la nostra, che sceglie l’apparire all’essere.
Ecco che quindi è inutile vedere rami di mimosa in giro, belle parole, festeggiamenti, cene fuori tra donne che si mettono in ghingheri se poi la sostanza di questa importante festa si è persa con qualcosa che è cambiato nella società, ma prima di tutto nelle donne.
Quindi, tutto puro consumismo che si scontra in maniera tremenda con il reale significato di questa giornata celebrativa che poco ha a che vedere con quello che oggi le donne festeggiano l’8 marzo. Serve una giornata per festeggiare l’essere donne, per sentirsi donne o per ricordare di esserlo?
L’8 marzo non è un giorno di festa ma una celebrazione per le donne che riuscirono ad ottenere tutti i diritti che noi donne moderne di oggi diamo per scontato: diritto di voto, uguaglianza sul lavoro, parità tra i sessi, tutte cose ottenute grazie alle lotte di grandi donne del passato.
Una data, quindi, nata proprio per commemorare la libertà delle donne, e non per le frivolezze che esibiscono, perdendo qualche volta di dignità.