Al Meeting Scuole per la Pace “Proteggiamo la nostra Casa “ anche I.C. di Foglianise ” Padre Isaia Columbro”

Il monito del Papa ai giovani studenti “Stiamo distruggendo il creato”

Si  è svolto stamattina a Roma l’atteso incontro degli studenti italiani con Papa Francesco in occasione del  Meeting  Nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo sul tema: “Proteggiamo la nostra casa”. In un momento in cui le crisi internazionali ed i relativi venti di guerra sembrano compromettere la Pace nel mondo, l’incontro acquista un fortissimo significato perché l’anelito di fraternità e amore giunge proprio dal mondo della scuola, dai giovani, oltre settemila, che, a partire dalle 10.30, sono confluiti in Vaticano e sono stati  accolti nell’aula Paolo VI accompagnati dai rispettivi docenti, amministratori ed esponenti della società civile.
Una scuola diversa quella che abbiamo visto oggi, una scuola fatta da Dirigenti, docenti, studenti sensibili ai grandi temi della fratellanza, della pace, della solidarietà, della legalità, una scuola che ha accolto le proposte contenute nella “Laudato sì” di Papa Francesco e nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Anche una rappresentanza dell’I.C. di Foglianise ” Padre Isaia Columbro” diretto dalla Dott.ssa Pasqualina Luciano, sta vivendo questa bellissima esperienza. Gli studenti accompagnati dai docenti e da una delegazione comunale. Entusiasmo, emozione ma, soprattutto, grande senso di responsabilità anima i volti dei ragazzi, consapevoli di essere depositari di un arduo compito, infatti, rappresentano l’I.C. Foglianise e sono testimoni di quei valori sui quali, in questi mesi, con il prezioso contributo dei docenti, hanno focalizzato la loro attenzione.
In particolare gli alunni delle classi seconde hanno avuto l’opportunità di riflettere sul tema immigrazione leggendo ed analizzando il testo di Giuseppe Catozzella “Non dirmi che hai paura”. Attraverso la storia di Samia, protagonista del romanzo, che ha intrapreso la rischiosa traversata nella speranza di riscatto della propria dignità e di quella del suo popolo, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di riscoprire l’importanza del dialogo interiore che li ha indotti ad analizzare il dramma di milioni di immigrati che sono costretti a spingersi al di là dei confini della propria terra nella speranza di un futuro migliore. Il progetto si è concluso con un incontro-intervista con tre giovani immigrati, un momento forte di condivisione ed incontro, un’esperienza diretta, penetrante ed emozionante che ha lasciato un’impronta importante nel cuore degli alunni: considerare l’altro parte di me, una “Persona” in cammino sulle strade del mondo in cerca di una “Vita” che valga davvero la pena di essere vissuta. Nel corso di questo significativo evento sono stati presentati al Pontefice i lavori svolti sul tema ”Agenda 2030,sviluppo sostenibile ed Enciclica Laudato Sì .
Forti e profonde le parole che Papa Francesco ha rivolto ai giovani.Il primo riferimento è stato relativo alla salvaguardia del creato: “Noi stiamo distruggendo il regalo più prezioso che ci ha dato Dio: il creato”.  “Il consumismo ci porta a questo, lo sfruttamento della terra ci porta a questo, gli esperimenti chimici su vegetali e animali che rovinano la salute…”  “Cosa succede nella Terra dei Fuochi?” “Cosa succede nel Mediterraneo”, dove “la quantità di plastica che è lì è il quadruplo del massimo” consentito. ? C’è una “parola magica”- dialogo – che non si impara certo da quello che “ è successo in un dialogo televisivo pre-elettorale”.
La sfida dell’educazione al dialogo è molto grande”. “Ascoltare con mitezza, con rispetto”, è il cardine dell’ educazione: “Noi diciamo spesso, ‘ma questo è maleducato, questa è maleducata’. Forse. Ma è un ‘male-insegnato”, ha aggiunto il Papa, secondo il quale “l’educazione oggi non educa a queste virtù della mitezza, della pace, della tranquillità: l’educazione è in pericolo di venire giù.
Tante volte si è rotto il patto educativo tra famiglia e scuola”. Il pontefice ha quindi ribadito la necessita di “rifare il patto educativo tra famiglia, società, scuola, tutti al servizio del ragazzo e della ragazza perché cresca bene, ma tutti uniti!”. “Ma se la famiglia tira da una parte, la scuola dall’altra, lo Stato dall’altra, il ragazzo cresce come può e cresce male”, il monito del Papa, che ha esortato ad educare alle virtù partendo dalla mitezza e dall’ascolto. “L’atteggiamento contrario alla violenza è la mitezza, è essere miti, è una delle beatitudini”, ha detto Francesco, sottolineando che “avere un atteggiamento di mitezza non significa essere stupidi: significa dire le cose in pace, con tranquillità, senza ferire, cercare un modo di dire che non ferisca.
La mitezza è una delle virtù che dobbiamo reimparare, ritrovare nella nostra vita. “La violenza è dappertutto”, soprattutto “la violenza della lingua”. “Se hai voglia di dire una chiacchiera, morditi la lingua!”, il consiglio: “Soffrirai un po’, si gonfierà la lingua, ma guadagnerai di non essere un terrorista”. C’è poi “la violenza degli insulti”. Insultare è ferire, fare una ferita al cuore dell’altro. Ai giovani, il suggerimento di leggere la lettera dell’apostolo Giacomo: “È piccolina, cinque pagine non di più”, e dice che “l’uomo e la donna che dominano la lingua sono perfetti.
Preludio alla manifestazione l’incontro in Campidoglio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che in relazione al Meeting ha dichiarato: “La nostra società, il nostro continente, il pianeta nel quale viviamo, sono anzitutto una casa comune che va protetta, curata e migliorata con il contributo attivo di ciascuno: questa è la prima condizione di una piena cittadinanza, e dunque di un esercizio dei diritti e dei doveri orientato allo sviluppo integrale della persona”. “C’è un legame stretto tra pace, sostenibilità dello sviluppo, equilibrio dell’ambiente, riduzione delle diseguaglianze sociali, crescita delle opportunità, soprattutto di chi è più svantaggiato”. Per Mattarella, “rafforzare queste connessioni è compito di tutti e non può essere delegato esclusivamente alle istituzioni, alle rappresentanze politiche o ai soggetti economici; la scuola ha certamente un ruolo centrale. Il sostegno e l’apporto di realtà vive della società civile hanno tuttavia un enorme valore, contribuendo ad  una più ampia formazione delle persone e al consolidamento delle reti di solidarietà e di comunità”.