di MiMichele Frascione Bisacciachele Frascione (Ex amministratore comunale di Bisaccia)
Di chiese a Bisaccia io ne conto almeno nove, tutte Cattoliche, una Protestante Evangelica Battista, sei in paese e tre nelle frazioni. Tutte con proprie caratteristiche che le distaccano dalle comuni abitazione, ma vale la pena visitarne almeno 5 per la loro maestosa monumentalità. Chiunque siete, potete iniziare il tour delle chiese di Bisaccia, ma è indispensabile farlo liberi da ossessioni o pregiudizi e preconcetti, con in testa una premessa per poter fare un tour piacevole, incantevole e cogliere tanti valori, aspetti e diversità di questo paese. Si può essere RELIGIOSI (praticanti, o mezzi mezzi, bigotti o appena appena); si può essere ATEI (senza Dio e dunque senza alcuna religione); o LAICI ( religiosi, ma senza carichi o incarichi, senza uno stretto legame con la Chiesa); o AGNOSTICI (che sospende il giudizio sulla religione); o RELIGIOSO MA senza alcuna religione, o sbadatamente CONFUSO tra questi termini. E tuttavia non si può negare che tutte le chiese narrano qualcosa che è esistito e esiste: il reale rapporto delle persone con la divinità e non solo. Se vuoi, anche il rapporto tra potere e popolo, aspetti comunitari, storici, architettonici, urbanistici, monumentali, artistici, pittorici, musicali, di folclore, di usi e costumi, e chi più ne ha ne metta. Le chiese narrano quelli che fummo, eravamo, siamo stati e siamo e come siamo stati influenzati o formati, in consenso o in opposizione. E’ un fatto di cultura e democrazia il rispetto per chi crede a qualcosa, la fede non si spiega, per sua stessa natura è semplicemente. Si può solo interpretarla, conoscere le sue manifestazioni e le chiese ne sono una evidente espressione. Dimenticate chi siete e cominciate il tour da liberali convinti del valore immenso dell’articolo 3 della bella Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, … “ Farete un viaggio nel tempo, in secoli di fede e passione, un tuffo nel passato con concrete testimonianze, segni del tempo che cambia, l’arte a cielo aperto. Chiese che hanno un’origine religiosa e sono monumenti storici e architettonici di valore inestimabile e di testimonianza della storia di questo popolo. Di fronte alla Chiesa cattolica del “Sacro Cuore di Gesù” a Bisaccia Nuova (Av.), vi trovate di fronte a una idea diversa di chiesa come concepita nella storia e nella ordinarietà, una chiesa apparentemente bizzarra. Non vi tuffate nel rompicapo degli stili e culture architettoniche, la spiegazione la trovate nell’intelligenza essenziale e intuitiva del popolo di Bisaccia, che sintetizza con accostamenti ad oggetti della vita reale, ha chiamato questa chiesa “la conca”, cioè il recipiente per contenere acqua, usato soprattutto per lavare i panni e che ha grosse pareti, un fondo e un’ imboccatura più larga. Si, ecco la sintesi, l’idea di fondo per comprendere l’insieme, e la conca in geomorfologia è una depressione terrestre avente forma semicircolare e versanti rialzati. E vedete che . nell’architettura chiesastica, L’abside comprende archi o volte, pianta semicircolare. l’abside è coperta da una volta, detta appunto conca o catino , una semi cupola (un quarto di sfera). E cosi’ lo è anche questa chiesa. All’interno, è circolare, un arredo scarno di icone, ma piena di luce, come se anche ogni ombra dovesse scomparire, e un lunga chiocciola di panche uniformi, elegante. Per un attimo ti chiedi: ma è una chiesa? Sì la è, ma diversa, di oggi. Sembra proporsi per non imbonire: In testa “l’imperatore”(il sacerdote-predicatore-presidente) e ai lati interni il popolo dei fedeli, uno spazio pubblico per un’assemblea, immersa non piu’ in una cultura disciplinare, ma in una proposta di impegno, che offre il proprio contributo come per una progetto culturale e sociale di opere che servano alla persona. Uno spazio come costruito per una sorta di nuovo umanesimo integrale e solidale, per far avanzare un’utopia, per combattere le sorti incerte della democrazia nel mondo globale, per una palestra di partecipazione di riflessione e creazione comunitaria, per avanzare una proposta, senza canoni e proibizioni, di democrazia, quasi quasi, direi, uno spazio egualitario-comunista. Sembra una richiesta della democrazia che verrà. Disegnata dallo architetto Aldo Loris Rossi, nato a a Bisaccia nel 1933, e realizzata con i fondi del dopo terremoto dell’80, La struttura esterna scende, sale, si scompone e ricompone, entra e sporge, sembra che si autoregoli con la fantasia in volumi futuribili, in terrazzamenti sovrapposti fruibili e funzionali come ambienti per oratori, lavori di seminari, abitazioni complete per il personale e ospiti occasionali, consente perfino di raccogliere l’acqua piovana all’ esterno. Certo uno si chiede, data la mole, come la si riscalderà negli inverni rigidi Bisaccesi, qui siamo a 900 gradi e il vento alcuni giorni sibila come nella steppa, ma questa è solo una questione un po’ piu’ complessa, di certo non risolvibile nella logica dello Stato Azienda Privata, che fa prima “i calcoli del ragioniere” dell’esistente, invece dei calcoli umani e sociali per costruire una società a partire dalle caratteristiche specifiche dei territori, a ognuno secondo i suoi bisogni, solo cosi’, se qui fa piu’ freddo in inverno, o si applicherà lo sconto sul gas o ci sarà l’elettricità gratis come regalo-contributo delle pale eoliche alimentate dalla nostra risorsa vento. Vi trovate un largo spazio tutto intorno con parcheggio, fiori, giardini e alberi. La rotondità è dovunque, predomina la linea curva, il lobato, quasi a voler dire: funzionali sì, ma carezzevoli, senza spigoli, accoglienti. Poi in cima svetta il lungo pinnacolo gotico a piramide triangolare, esce dal corpo e rivolge la chiesa al cielo, a Dio. Lo spazio allora diventa sviluppo dinamico in altezza con una forma futurista e organica a una chiesa. Un elementare astronave colorata e tridimensionale che riflette luce, un faro, visibile da lunghe distanze, un potere infinito e indefinito. Io la vedo cosi’, voi guardatevela meglio e vedetela come volete, ma vedetevela, ne vale la pena. michele frascione Il tour continua con le alcune delle altre chiese di Bisaccia.BISACCIA: IL TOUR DELLE CHIESE. ——————————————————————————— Di chiese a Bisaccia io ne conto almeno nove, tutte Cattoliche, una Protestante Evangelica Battista, sei in paese e tre nelle frazioni. Tutte con proprie caratteristiche che le distaccano dalle comuni abitazione, ma vale la pena visitarne almeno 5 per la loro maestosa monumentalità. Chiunque siete, potete iniziare il tour delle chiese di Bisaccia, ma è indispensabile farlo liberi da ossessioni o pregiudizi e preconcetti, con in testa una premessa per poter fare un tour piacevole, incantevole e cogliere tanti valori, aspetti e diversità di questo paese. Si può essere RELIGIOSI (praticanti, o mezzi mezzi, bigotti o appena appena); si può essere ATEI (senza Dio e dunque senza alcuna religione); o LAICI ( religiosi, ma senza carichi o incarichi, senza uno stretto legame con la Chiesa); o AGNOSTICI (che sospende il giudizio sulla religione); o RELIGIOSO MA senza alcuna religione, o sbadatamente CONFUSO tra questi termini. E tuttavia non si può negare che tutte le chiese narrano qualcosa che è esistito e esiste: il reale rapporto delle persone con la divinità e non solo. Se vuoi, anche il rapporto tra potere e popolo, aspetti comunitari, storici, architettonici, urbanistici, monumentali, artistici, pittorici, musicali, di folclore, di usi e costumi, e chi più ne ha ne metta. Le chiese narrano quelli che fummo, eravamo, siamo stati e siamo e come siamo stati influenzati o formati, in consenso o in opposizione. E’ un fatto di cultura e democrazia il rispetto per chi crede a qualcosa, la fede non si spiega, per sua stessa natura è semplicemente. Si può solo interpretarla, conoscere le sue manifestazioni e le chiese ne sono una evidente espressione. Dimenticate chi siete e cominciate il tour da liberali convinti del valore immenso dell’articolo 3 della bella Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, … “ Farete un viaggio nel tempo, in secoli di fede e passione, un tuffo nel passato con concrete testimonianze, segni del tempo che cambia, l’arte a cielo aperto. Chiese che hanno un’origine religiosa e sono monumenti storici e architettonici di valore inestimabile e di testimonianza della storia di questo popolo. Di fronte alla Chiesa cattolica del “Sacro Cuore di Gesù” a Bisaccia Nuova (Av.), vi trovate di fronte a una idea diversa di chiesa come concepita nella storia e nella ordinarietà, una chiesa apparentemente bizzarra. Non vi tuffate nel rompicapo degli stili e culture architettoniche, la spiegazione la trovate nell’intelligenza essenziale e intuitiva del popolo di Bisaccia, che sintetizza con accostamenti ad oggetti della vita reale, ha chiamato questa chiesa “la conca”, cioè il recipiente per contenere acqua, usato soprattutto per lavare i panni e che ha grosse pareti, un fondo e un’ imboccatura più larga. Si, ecco la sintesi, l’idea di fondo per comprendere l’insieme, e la conca in geomorfologia è una depressione terrestre avente forma semicircolare e versanti rialzati. E vedete che . nell’architettura chiesastica, L’abside comprende archi o volte, pianta semicircolare. l’abside è coperta da una volta, detta appunto conca o catino , una semi cupola (un quarto di sfera). E cosi’ lo è anche questa chiesa. All’interno, è circolare, un arredo scarno di icone, ma piena di luce, come se anche ogni ombra dovesse scomparire, e un lunga chiocciola di panche uniformi, elegante. Per un attimo ti chiedi: ma è una chiesa? Sì la è, ma diversa, di oggi. Sembra proporsi per non imbonire: In testa “l’imperatore”(il sacerdote-predicatore-presidente) e ai lati interni il popolo dei fedeli, uno spazio pubblico per un’assemblea, immersa non piu’ in una cultura disciplinare, ma in una proposta di impegno, che offre il proprio contributo come per una progetto culturale e sociale di opere che servano alla persona. Uno spazio come costruito per una sorta di nuovo umanesimo integrale e solidale, per far avanzare un’utopia, per combattere le sorti incerte della democrazia nel mondo globale, per una palestra di partecipazione di riflessione e creazione comunitaria, per avanzare una proposta, senza canoni e proibizioni, di democrazia, quasi quasi, direi, uno spazio egualitario-comunista. Sembra una richiesta della democrazia che verrà. Disegnata dallo architetto Aldo Loris Rossi, nato a a Bisaccia nel 1933, e realizzata con i fondi del dopo terremoto dell’80, La struttura esterna scende, sale, si scompone e ricompone, entra e sporge, sembra che si autoregoli con la fantasia in volumi futuribili, in terrazzamenti sovrapposti fruibili e funzionali come ambienti per oratori, lavori di seminari, abitazioni complete per il personale e ospiti occasionali, consente perfino di raccogliere l’acqua piovana all’ esterno. Certo uno si chiede, data la mole, come la si riscalderà negli inverni rigidi Bisaccesi, qui siamo a 900 gradi e il vento alcuni giorni sibila come nella steppa, ma questa è solo una questione un po’ piu’ complessa, di certo non risolvibile nella logica dello Stato Azienda Privata, che fa prima “i calcoli del ragioniere” dell’esistente, invece dei calcoli umani e sociali per costruire una società a partire dalle caratteristiche specifiche dei territori, a ognuno secondo i suoi bisogni, solo cosi’, se qui fa piu’ freddo in inverno, o si applicherà lo sconto sul gas o ci sarà l’elettricità gratis come regalo-contributo delle pale eoliche alimentate dalla nostra risorsa vento. Vi trovate un largo spazio tutto intorno con parcheggio, fiori, giardini e alberi. La rotondità è dovunque, predomina la linea curva, il lobato, quasi a voler dire: funzionali sì, ma carezzevoli, senza spigoli, accoglienti. Poi in cima svetta il lungo pinnacolo gotico a piramide triangolare, esce dal corpo e rivolge la chiesa al cielo, a Dio. Lo spazio allora diventa sviluppo dinamico in altezza con una forma futurista e organica a una chiesa. Un elementare astronave colorata e tridimensionale che riflette luce, un faro, visibile da lunghe distanze, un potere infinito e indefinito. Io la vedo cosi’, voi guardatevela meglio e vedetela come volete, ma vedetevela, ne vale la pena. michele frascione Il tour continua con le alcune delle altre chiese di Bisaccia.

 

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