In questi mesi, a partire da giugno, si è fatto un gran parlare del passaggio di proprietà dell’U.S. Avellino, tra prese di posizioni e informazioni spesso poco esatte. Mischiarsi in un momento mediatico su un qualcosa, come la giustizia fallimentare, argomento difficile e complicato di per sé, non è facile. Per questo abbiamo preferito attendere fino all’ultimo, per avere ‘certezze’ su quello che abbiamo voluto comunicare ai nostri lettori. Tutt’oggi, comunque, anche a ‘cose fatte’ (o quasi) sembra che i ‘cavilli’ siano ancora tanti e tutto possa essere rimesso in discussione nel futuro prossimo.

Fatta questa premessa, nella giornata di ieri, l’assemblea dei soci della società SIDIGAS e martedì il C.d.A. della stessa, hanno dato il via libera alla vendita della società di calcio (ma non ancora su quella di basket che, da ‘sport minore’ è stata dimenticata quasi da tutti, anche se retrocessa e attualmente ancora in essere con gli ‘stessi problemi del calcio, ndr). Quindi, la società U.S. Avellino potrà e verrà acquisita dalla cordata composta da Izzo e Circelli. A Napoli, il custode giudiziario Baldassarre, in virtù del sequestro delle azioni, è stato decisivo nell’avallare il passaggio di proprietà, insieme a Scalella e a Iuppa che martedì avevano votato, nel corso del C.d.A. a favore della cessione.

Ma la vicenda, come in premessa, non finisce qua. De Cesare, il patron, che si era opposto alla vendita nel corso del C.d.A. potrebbe appellarsi al voto dell’assemblea per un vizio di forma.

La cordata, invece, ha necessità di chiudere in tempi brevi l’acquisto. Ci sono diverse formalità burocratiche da ottemperare e ci sono contemporaneamente delle scadenze (stipendi da pagare entro il 16 dicembre) a stretto giro. Ora tutti attendono le dimissioni dell’attuale C.d.A. dell’U.S. Avellino (a partire dal presidente Mauriello). Un eventuale forfait farebbe slittare i tempi per l’acquisizione a dopo che l’attuale proprietà (De Cesare) provveda a pagare gli stipendi ai tesserati (entro il 16 dicembre).

Nel frattempo, il 3 dicembre, è fissata l’udienza per la ristrutturazione del debito in casa Sidigas, un’udienza che potrebbe ulteriormente trasformare la vicenda in una ‘storia infinita’.