La mostra immersiva dedicata a Van Gogh che dal 23 novembre viene ospitata nel complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno, ieri ha mostrato molte lacune a livello di organizzazione e messo a dura prova la pazienza di coloro i quali l’hanno visitata.  Tanta gente, infatti, ha affollato lo spazio antistante la chiesa per poter accedere alla biglietteria della mostra. Dopo aver fatto una prima fila di attesa per comprare il biglietto si poteva accedere, senza alcun vincolo di orario di entrata o di permanenza alla prima parte della mostra. Il risultato? Molte persone, già stanche di essere state tanto tempo a fare la prima fila, si sedeva un po’ dove capitava, sia sul pavimento o appoggiata ai pannelli, perché i posti a sedere erano semplicemente insufficienti ad accogliere la gente che continuamente entrava. Di conseguenza, i pannelli su cui scorrevano le immagini dei quadri realizzati da Van Gogh non offrivano una buona visione perché coperti dalle persone, che ovviamente, nei continui movimenti di entrata e di uscita, non permettevano a nessuno di potersi immergere nei quadri di uno dei pittori più conosciuti ed apprezzati. Dopo aver, in qualche modo, allungato il collo per vedere le proiezioni (senza che nessuno indicasse che fosse giunto il momento di passare alla seconda sala N.d.A.) si capiva che la prima parte era terminata perché le immagini semplicemente si ripetevano. A questo punto, diverse persone presenti hanno iniziato a fare rimostranze e a chiedere che il biglietto venisse rimborsato. Respinta tale richiesta perché secondo le persone che in quel momento gestivano la mostra non potevano essere loro ad autorizzare il rimborso, le persone si sono preparate ad affrontare la seconda fila. Superato il varco che conduceva nell”ultima parte della mostra, ci si rendeva conto che l’illusione di aver terminato con le file era solo un sogno perché bisognava affrontare l’ultima. Qui, forse, l’attesa diventava ancora più snervante perché i visori in dotazione per la realtà virtuale, all’incirca venticinque, venivano passati da un viso all’altro senza nessuna sorta di spiegazione. Come se non bastassero le lamentele fin qui raccolte e descritte, è doveroso pure aggiungere che alcune persone hanno lamentato problemi anche con l’audio, altre con la durata del video che immergeva nella realtà virtuale. La mostra è aperta fino al 23 febbraio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 14 e dalle 16 alle 21. Il sabato dalle 9 alle 23 e la fomenica dalle 9 alle 21. Costo del biglietto 13 euro.