Grottaminarda la storia infinita dei loculi al cimitero. Il pensiero dell’opposizione: “GROTTA BENE COMUNE”
Per controbattere a quanto il Gruppo di opposizione ha portato a conoscenza dell’opinione pubblica in proposito della vicenda della cappella a colombario H5, connessa con quella della concessione dell’ampliamento del cimitero, l’Amministrazione ed il Sindaco hanno prodotto un manifesto, addirittura sotto lo stemma del Comune, affisso il 6 settembre.
Abbiamo scritto “controbattere” ma ci vuol poco a verificare che è un termine del tutto inadeguato. In verità il manifesto segue il solito schema dialettico: “tutto è a posto perché lo diciamo noi”.
Nessuno dei fatti che noi abbiamo riportato viene smentito, né vi è confutazione delle nostre argomentazioni. Parlano di “falsità” senza dire quali elementi delle nostre esposizioni siano falsi.
Quello che colpisce è il tasso di aggressività verso l’opposizione che esprime il manifesto, condito da aggettivi ed espressioni che non sono confacenti allo stemma del Comune sotto il quale sono stati adoperati.
Per quel che ci riguarda non si tratta di una semplice caduta di stile, ma il sintomo di una mentalità secondo cui essere maggioranza significa essere “padroni” dell’Ente.
Temiamo che l’Amministrazione consideri “cattiveria” e “malvagità” il fatto che “rompiamo le scatole” o, più precisamente, “rompiamo le uova nel paniere”.
Non saranno, però, gli epiteti che ci appioppa il Sindaco a distoglierci dal proposito di continuare a rompere le uova quando non sono nel paniere giusto, che è il paniere della collettività.
Prendiamo atto che il Sindaco e l’Amministrazione non abbiano nessun turbamento dalla lettura congiunta della Determinazione 326 del 23 settembre 2019, della Delibera di Giunta 159 del 24 settembre 2019 e della Delibera di Consiglio 42 del 6 dicembre 2019. Noi confermiamo le nostre considerazioni.
Ci preme, infine, precisare, per i liberi cittadini, che nessuno di coloro che ci hanno sostenuto in campagna elettorale si è premurato di dire a noi, prima che alla compagine di maggioranza, di aver cambiato idea.
Non sappiamo, perciò, chi rimpiangere.
Sia chiaro: cambiare idea, in democrazia, è più che legittimo. Ovviamente, però, agli elettori è riservato il giudizio sulle motivazioni per le quali si cambia “casacca”, soprattutto quando si passa sul carro del vincitore.
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