La bacchetta al direttore d’orchestra! di Nicola Prebenna

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Presidente del Consiglio
Draghi ha sciolto la riserva
   Le prove d’orchestra sono terminate. Come era ampiamente prevedibile e preannunciato il prof. Draghi ha sciolto la riserva. Manca il giuramento dei ministri designati, il passaggio delle consegne tra il presidente uscente Conte ed il nuovo Premier, ma la sinfonia è iniziata.
   Certo, non bastano il prestigio del Presidente del Consiglio, le più che lodevoli intenzioni di ben fare, ma il dado è tratto. Non sorprende, perché prevedibile, la composizione del governo, in parte politica in parte tecnica. L’abilità diplomatica, di accorto direttore d’orchestra del prof. Draghi, ha consentito una composizione della compagine governativa molto equilibrata. Tra ministri già del precedente governo e confermati, e ministri dei nuovi partiti che hanno sostenuto lo sforzo di Draghi l’equilibrio ci pare assicurato. Riscontriamo conferme e discontinuità: tra recente passato e sguardo al futuro il risultato è il massimo del contemperamento delle diverse istanze.
   Notevole il peso, non numerico ma di qualità, dei ministri tecnici che vantano competenze e curricula di tutto rispetto. Complessivamente gli orchestrali non dovrebbero sfigurare, avendo avuto modo di accordare gli strumenti ed avendo già dato prova di saperli usare. Sappiamo bene che non sempre la qualità dei musicisti produce musica di alto spessore. E’ necessario l’accordo, l’armonia, l’unione degli sforzi verso l’espressione della musicalità che si fa discorso corale.
   Tutto dipende dalla qualità del direttore d’orchestra. E’ lui che detta il tempo, è lui che coinvolge i musicisti nei crescendo, negli andanti, nei fortissimo con moto. Tocca a lui armonizzare gli sforzi perché la musica seduca e trascini il pubblico. In questo caso, sarà il governo a realizzare al meglio gli obiettivi che si sono definiti, ma la squadra deve operare con il massimo di condivisione e con scelte in grado di garantire tutela della salute, innovazione tecnologica, salvaguardia della natura, ripresa economica.
   Non è questo il momento di nicchiare, delle titubanze, delle esitazioni, ma delle scelte chiare, tempestive, efficaci. Le premesse ci sono. Da cittadini che guardano al futuro con speranza, ci aspettiamo che il direttore d’orchestra, con autorevolezza e competenza, dimostri di essere in grado si stimolare tutti, di infervorare i tiepidi, di spingere la nave verso obiettivi ambiziosi. Auguriamo per ora al neo Primo Ministro Draghi di riuscire nella scommessa di garantire un futuro più sereno per il paese Italia!