Napoli – Uno spaccato della città dall’occhio attento di chi la vive

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Espedito Pistone: “Non lasciamoci ingannare dalle immagini di chi è fuori dalle regole”

 

Espedito Pistone, Giornalista

Intervista a, Espedito Pistone, Giornalista che vive la città Metropolitana, al quale abbiamo chiesto se Napoli è realmente come ce la raccontano. Espedito Pistone fa un’attenta disamina della reale condizione pandemica che si vive in città vista dall’alto della sua visione di esperto del settore dell’informazione campana negli studi di Canale 9.

 

Napoli è una Metropoli con i suoi tanti pregi ma che è conosciuta soprattutto per i suoi difetti. Tu che sei parte integrante di questa magnifica città anche per la tua professione da giornalista cosa ci racconti sull’attuale e reale situazione pandemica?

“Credo che i comportamenti umani prescindano dal luogo in cui essi hanno origine. Tutti possono notare una sorta di ‘disobbedienza’ strisciante e, più o meno diffusa, all’origine della quale sono vari e diversi i motivi: stanchezza, disillusione, necessità. Come noterai volutamente prescindo dalle visioni ortodosse dei ‘Rigoristi’ e dei ‘Negazionisti’. Troppe certezze non portano da nessuna parte e, sin dal primo istante, si era capito che l’unica previsione azzeccata è che non si possono fare previsioni. Meglio, credo, provare ad accettare la realtà senza isterismi. Un virus che si trasmette con il respiro non lo fermi e non lo elimini da un giorno all’altro”.

La risposta della gente, che comunque deve uscire per gli approvvigionamenti, segue le indicazioni prescritte dalle regolamentazioni emanate dal Decreto legge?

“Non lasciamoci ingannare dalle immagini di chi si comporta fuori dalle regole. Rivolgiamo il pensiero, invece, alle migliaia di cittadini corretti che rispettano tutte le indicazioni. Forse è giunto il momento in cui chiedersi: queste misure funzionano?”.

Ritieni che le restrizioni del Governatore De Luca che sono state estese anche a quei territori con una densità abitativa nettamente inferiore siano da considerarsi esatte?

“La parola ‘restrizione’ non mi piace. Limita la partecipazione e la condivisione dei cittadini. Dopo, poi, è inutile lamentarsi. Piuttosto, auspicherei la collaborazione più ampia della cittadinanza, con grande attenzione alle situazioni territoriali. Nei piccoli centri, con pochi casi e situazioni sotto la soglia di allarme, perché costringere ancora le persone a rispettare comportamenti sotto minaccia?  L’ottusa accettazione, prima o poi, porta alla ribellione”.

Ormai dopo oltre un anno di pandemia che ha sfiancato tutti emotivamente, socialmente e, in specie, finanziariamente come si presenta la città sotto l’aspetto squisitamente economico? Sono aumentate irregolarità?

“Riporto fedelmente una testimonianza. Stesso negozio, due vetrine. In una, scarpe per bambini e nell’altra scarpe per adulti. La commessa ha dovuto rifiutare l’acquisto di un paio di pantofole alla stessa persone che comprava scarpine per la figlioletta. Chiudere parrucchieri e gioiellerie sta frenando i contagi? Non mi sembra. Piccoli traffici e irregolarità si registravano anche prima e sopravvivranno al Covid-19. Il borsino del crimine organizzato è, invece, in ascesa”.